Ha fatto rumore, negli ultimi giorni, l’esclusione dell’album ’Na notte infame del Piotta (Tommaso Zanello) dalla cinquina dei finalisti del premio Tenco per la categoria “Migliore album in dialetto o lingua minoritaria parlata in Italia”. Le motivazioni di tale esclusione sono state spiegate dagli organizzatori del Premio: «si ritiene che l’album in questione non abbia… Continua a leggere Roma, il romanesco, lo spazio linguistico romano e l’idea di luogo. A margine di una polemica linguistica del Piotta
Categoria: L’Italiano
Dante in Africa. Dialogo con Enrico De Agostini
Dare vita alle porte dell’Inferno, a quello che è, di fatto, l’inizio del viaggio dantesco, il primo passo nell’ultraterreno; interpretare delle terzine che ormai fanno parte della nostra memoria collettiva, ma non farlo in Italia: portare Dante a fare un viaggio, in Zambia, è questo che hanno fatto Enrico de Agostini e l’Ambasciata italiana a… Continua a leggere Dante in Africa. Dialogo con Enrico De Agostini
Difendiamo l’italiano dai suoi difensori
Nella Stanza di Feltri del 3 ottobre, Vittorio Feltri – titolare della rubrica – risponde alla lettera di un lettore, Saverio Basile, che lamenta il dilagare delle parole inglesi in italiano. Si tratta di una delle molte, moltissime lamentele che si levano con sempre maggiore frequenza nei confronti dell’uso (e più spesso dell’abuso) delle parole… Continua a leggere Difendiamo l’italiano dai suoi difensori
L’orto di Eliseo
L’órt ad Liséo di Tonino Guerra, pubblicato nel 1989 per Maggioli Editore nella collana “I serpenti acrobati” a cura di Roberto Roversi, è un poemetto “a stagioni” in dialetto romagnolo, in cui i singoli testi si susseguono in senso cronologico, all’interno di sezioni corrispondenti ai mesi dell’anno. Immediata è l’apparizione del protagonista, un anziano di… Continua a leggere L’orto di Eliseo
«un fat udór d’tëra / e d’érba sghêda». Giulia Grillenzoni dialoga con Giuseppe Bellosi
La sua antologia s’intitola Smarìs, «smarrirsi». La parola ha tre occorrenze all’interno della raccolta; l’ultima di queste si ha nell’VIII componimento di Requiem, ove l’io lirico s’interroga sul senso stesso dello smarrimento, che pure ha radici accidentali, contingenti: «e s’l’era un’êtra strê?» (v. 3). Dallo sgomento provocato dall’inettitudine dei sensi, la voce poetante arriva a… Continua a leggere «un fat udór d’tëra / e d’érba sghêda». Giulia Grillenzoni dialoga con Giuseppe Bellosi
