Maria Rosaria Valentini è scrittrice e poeta. Si laurea in germanistica presso l’università “La Sapienza” di Roma. Fra le sue pubblicazioni: il racconto Quattro mele annurche e il romanzo breve Antonia (Gabriele Capelli Editore), Mimose a dicembre (Keller Editore), Magnifica (Sellerio) e Il tempo di Andrea (Sellerio). Magnifica ha vinto il premio umanistico “Onor d’Agobbio” Città… Continua a leggere Marco Vitale intervista Maria Rosaria Valentini
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“Caro Maestro”. Maria Gioia Tavoni a tu per tu con Ezio Gribaudo
Sono sempre stato attratto dal libro e, dopo la RAI, lavorando in una casa editrice che era anche tipografia ho avuto un contatto diretto con la carta e ho potuto avvalermi delle macchine tipografiche anche per realizzare i miei libri su carta buvard. Un’attenzione particolare l’ho avuta anche per i testi che accompagnavano le mie opere, da De Chirico ai poeti come Raffaele Carrieri o Marisa Zoni che ha scritto per me 46 poesie per Lo scultore di carta, agli aforismi inediti di Antonio Tabucchi per i miei libri leporelli.
Litografia Bulla. Un viaggio di duecento anni fra arte e tecnica. Enrico Pulsoni dialoga con Eva Scurto e Marta Variali
La storia della stamperia Bulla può essere raccontata come una storia dell’arte che abbraccia le epoche e i contesti delle diverse generazioni dei Bulla e gli artisti che con loro hanno condiviso le varie tappe assecondando il mutare dei linguaggi artistici.
Marco Vitale intervista Elio Pecora
Venivo da Napoli, dove avevo vissuto anni di studi e di letture, anche di malinconie e di inquietudini. Avevo compiuto da qualche mese trent’anni e a Roma trovai in me stesso un’allegria e una curiosità che non mi conoscevo. M’accadde, prima in una libreria allora notissima, in cui lavorai per alcuni mesi, di incontrare diversi scrittori ed artisti, ne vennero le prime amicizie e frequentazioni. Era un tempo ancora assai vivo di Roma, non funestata dal traffico delle auto, dalle folle trabocchevoli, da un compiaciuto disfacimento.
Erinda Islami intervista Anna Belozorovitch
Ci sono moltissimi rapporti possibili tra l’arte del linguaggio e l’arte della parola. Ma tra queste, credo che la fotografia e la poesia in particolare modo possiedono una parentela molto stretta. Si tratta di uno sguardo immediato e significativo nel suo insieme. Si tratta della proposta di un punto di vista che forse vedono anche altri, diversamente. Mi sembra che il contatto tra le due – anche in quei casi in cui l’una accompagna l’altra, nelle diverse combinazioni possibili – sia estremamente spontaneo e fruttuoso.
