a proposito di... · In primo piano

Ipocriti nemici dell’ipocrisia. Antonio Castronuovo intervista Mary de Rachewiltz

Nata a Bressanone e cresciuta in Val Pusteria, Mary de Rachewiltz ha studiato a Firenze e durante la guerra in casa: latino e greco col Reverendo Chute, lingua francese e inglese con la madre Olga Rudge, letteratura e “mestiere di famiglia”, cioè tradurre, con Ezra Pound. Nel 1944 e 1945 lavorò in un ospedale di guerra; poi il matrimonio e i figli.

Ha incominciato a pubblicare traduzioni di Pound, Cummings, Jeffers, Ronald Duncan, Laughlin e altri con il “Pesce d’Oro” di Vanni Scheiwiller nel 1954, passando poi alla Mondadori, dove fece uscire nei Meridiani le Opere Scelte e I Cantos. Da Vallecchi vide la luce il Teatro giapponese No di Fenollosa-Pound, da Einaudi le Lettere e Poesie di Cummings. Ha pubblicato proprie collezioni poetiche con Scheiwiller e Raffaelli; da ultimo ha raccolto sue poesie ne L’economia amorosa (Torino, Coup d’idée, 2018). È autrice di un’autobiografia fuori dagli schemi (Discretions, Boston 1971; traduzione italiana: Discrezioni. Storia di un’educazione, Milano, Rusconi, 1973). Magnifica intervista a Mary è quella di Alessandro Rivali: Ho cercato di scrivere Paradiso. Ezra Pound nelle parole della figlia (Milano, Mondadori 2018), volume dal quale emerge un Pound intimo e familiare di cui, ignorando il lato politico, si riscopre l’immensità letteraria. Mary de Rachewiltz è stata per 25 anni curatrice del Pound Archive alla Beinecke Library di Yale. Vive nel castello di Brunnenburg a Dorf Tirol, sopra Merano.

Gentile Mary de Rachewiltz, da molti anni lei pubblica poesie. Come le compone? deve più all’ispirazione o alla tecnica? In altre parole: lei è una poetessa artigiana o romantica?

Ispirazione o tecnica? Non credo esista alternativa. Scrivo d’impulso, rare volte ho il tempo di limare. Non so esattamente cosa al giorno d’oggi significhi la parola “romantica”. Sono “emotiva”, ero irascibile, con gli anni credo di aver raggiunto un certo equilibrio e la pietas.

Può narrarci in breve quando e come è sorta in lei l’esigenza della poesia? Quali sono le influenze che ha subìto? Crede di appartenere a una categoria definibile di genere poetico?

“Bisogna essere portati” a scrivere poesia. Ginnasiale in collegio a Firenze studiavo i poeti francesi, cercavo di imitarli, Verlaine e Gauthier soprattutto. Avevamo una professoressa che ci faceva amare Carducci, e Leopardi, Manzoni, Pascoli e d’Annunzio. L’esigenza della poesia è sorta attraverso il tradurre.

Entriamo in un tema spinoso. Lei è figlia di Ezra Pound ed è nota per essere attenta divulgatrice del messaggio culturale paterno. In Italia conosciamo tutto di Pound o ci sarebbe ancora molto da fare sul piano editoriale e critico?

In Italia ci sono due tipi di “conoscitori” di Pound, quelli che leggono la sua prosa e quelli che capiscono la sua poesia. Sul piano editoriale l’unica cosa che manca è la distribuzione. Ci sono le traduzioni di quasi tutta la poesia e dei Cantos col testo originale a fronte, i più importanti libri di prosa sono stati tradotti, ma pare che nessuno li compri, altrimenti i librai li terrebbero in vetrina e gli editori li ristamperebbero. C’è da aggiungere che di ogni opera d’arte occorrono sempre nuove e migliori traduzioni.

Viviamo in un’epoca in cui siamo tutti eroicamente nemici dell’ipocrisia, tuttavia Pound sembra essere ancora per molti nel ghetto degli impronunciabili: perché secondo lei accade questo? forse che le diagnosi di Pound sul mondo della cultura e dell’economia sono ancora attuali e perciò pericolose?

Più che “eroicamente” credo che siamo “ipocriticamente” nemici dell’ipocrisia. Pound non è più nel ghetto degli impronunciabili. Ci sono, è vero, latenti pregiudizi, dovuti all’ignoranza e alla malafede. Le idee di Pound sono più che attuali, non pericolose, utili semmai.

Quali opere consiglierebbe a un lettore che desidera entrare per la prima volta nel mondo di Pound?

L’Odissea, le Metamorfosi di Ovidio, Dante, per leggere i Cantos; oppure Guida alla Cultura e le sue traduzioni di Confucio. Per la poesia giovanile, i poeti provenzali oppure il suo Lo spirito romanzo nonché L’ABC della Lettura.

(Questa intervista sul lavoro di scrittrice e sul ricordo del padre, cui gentilmente Mary de Rachewiltz ha accettato di rispondere, uscì in prima edizione su «Cartapesta», n. 4, gennaio-aprile 2001, pp. 2-3).

 

 

L'autore

Antonio Castronuovo
Antonio Castronuovo
Antonio Castronuovo (1954) è saggista, traduttore e bibliofilo. Ha fondato l’opificio di plaquette d’autore Babbomorto Editore. Il suo ultimo saggio è Formíggini: un editore piccino picciò (Stampa Alternativa 2018). Sua ultima traduzione: Maurice Sachs, Una valigia di carne (Via del Vento 2020). Ha curato da ultimo Nella repubblica del libro di Francesco Lumachi (Pendragon 2019) e il Dizionarietto rompitascabile degli editori italiani di Formíggini (Elliot 2020).