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Non perda tempo a scrivere un libro su Manzi. Tutta fatica sprecata!

“Non perda tempo a scrivere un libro su Manzi. Tanto di Manzi ce n’era uno solo. Parlarne è fatica sprecata”. Queste le parole tutt’altro che incoraggianti di uno sconosciuto signore in fila con me al piccolo negozio di alimentari romano dove il proprietario, al corrente delle mie fatiche di scrittura quotidiana mi chiedeva regolari aggiornamenti sul libro.

Che Manzi fosse speciale lo sapevo bene. Erano anni ormai che si era installato permanentemente nella mia testa, ponendomi domande e stuzzicando la mia curiosità.  Storie, aneddoti, fatti e testimonianze si intrecciavano a raccontare la sua unicità. Eppure, quel racconto fatto di ideali, quotidiani gesti di disubbidienza civile, amore per la giustizia e un’infinita fiducia nella persona e in ciò che può diventare, mi pareva tutt’altro che fatica sprecata. Più conoscevo il maestro, più scoprivo i mille risvolti della sua carriera pedagogica, più ero convinta che se ne dovesse parlare. Quegli insegnamenti di cui avevano beneficiato tanti alunni, televisivi e non, avevano un valore profondo per noi, oggi. E così il mio alfabeto prendeva forma, lettera dopo lettera, raccontando, uno dopo l’altro, nella forma e nella semplicità che sarebbe stata congeniale a Manzi, i valori e le idee portanti della sua pedagogia, del suo essere maestro, in classe e fuori dalla classe, ogni giorno.

Nei lunghi mesi dedicati alla scrittura, ho scoperto che un libro in preparazione suscita curiosità e interesse. E così che chi lo scrive impara a raccontarlo in poche battute a tanti pubblici diversi.  Alle cene, agli amici, agli studenti, ai colleghi, ma anche nei negozi, dal dottore, ai vicini di casa, e persino agli sconosciuti, per fortuna non sempre disfattisti come il signore del mio incontro romano. Lo scambio di solito si svolge più o meno così, con possibili varianti

  • Ah, stai scrivendo un libro? Su cosa?
  • Su Alberto Manzi, un educatore che negli anni Sessanta ha insegnato a leggere e scrivere a più di un milione di analfabeti usando la televisione.
  • Ah, allora è un libro sulla TV?
  • Non proprio. È più che altro un libro su un maestro rivoluzionario che ha usato anche la TV per insegnare. Manzi era un grande umanista e amava innovare e rivoluzionare. Metteva la persona e il suo sviluppo al centro di tutto. Ho creato un alfabeto di valori dalla A alla Z per raccontare la sua storia.
  • Perché un alfabeto e perché dei valori?
  • I valori erano importanti per Manzi perché guidavano ogni sua azione pedagogica. E l’alfabeto era per lui un simbolo di libertà. L’alfabetizzazione per il maestro rappresentava la chiave di accesso a ogni forma di partecipazione civile.
  • Mi fai un esempio?
  • Certo! Nel libro troverai la A di accesso, la B di bene, la C di curiosità, la D di dialogo ecc. e via così fino alla Z di Zitti. Ogni lettera dell’alfabeto rappresenta un valore fondamentale per il lavoro pedagogico e umanistico del maestro. Così ne esce la sua figura a tutto tondo attraverso tanti racconti, aneddoti, testimonianze e la mia interpretazione critica.
  • Ah, interessante, era simile a Don Milani?
  • Era molto vicino a Don Milani, Danilo Dolci, e ai suoi contemporanei. Però dovrai leggere il libro per scoprire che cosa lo distingueva da loro.
  • Io non ne avevo mai sentito parlare. La gente lo conosce?
  • Molti se lo ricordano come il maestro della televisione, ma “Non è mai troppo tardi”, il suo programma di alfabetizzazione per adulti andato in onda dal 1960 a 1968 fu solo una parte – sebbene importante – della sua carriera. I giovani non lo conoscono. Bisogna parlarne perché ha una lezione davvero importante per noi.
  • Ma io so poco di Manzi. Forse questo libro non è per me.
  • Spero di sì, invece. Nella parte iniziale del libro c’è una breve biografia narrata che ti aiuterà a fare conoscenza con il maestro, a stringergli metaforicamente la mano, prima di addentrarti nella lettura dell’alfabeto di valori e di idee che hanno guidato la sua pedagogia. Anche chi lo conosce bene scoprirà dalla biografia nuovi e interessanti particolari.
  • Chi pensi che leggerà il tuo libro?
  • È un libro per tutti. Se sei curioso di società, educazione, innovazione o semplicemente di scoprire una grande personalità come quella di Manzi, questo libro fa per te.
  • Quando esce?

E a questa domanda, che per mesi ha generato una discreta ansia perché spesso le scadenze sortiscono questo effetto, ora posso serenamente rispondere:

  • È uscito nelle librerie da pochi giorni, pubblicato da Edizioni Anicia.

La speranza è che questo libro, nell’esplorare il profilo di un educatore del passato tanto complesso, ricco e articolato, apra a nuove idee, pratiche e possibilità, che ci faccia riflettere su valori e insegnamenti che sono rilevanti oggi. E che quell’unicità paventata dallo sconosciuto signore come “fatica sprecata”, sia invece fonte di contagio e ispirazione.

 

 

 

 

 

L'autore

Tania Convertini
Tania Convertini is Research Assistant Professor at Dartmouth College where she directs the Language Program in the Department of French and Italian. Her main areas of research include foreign language pedagogy and digital pedagogy, intercultural education, and media studies. She has published articles on the pedagogical use of film and technology in the language classroom, as well as critical readings of films, television shows and literary texts. Her current project explores the work of the Italian educator, humanist and television host Alberto Manzi and the role of Italian educational television in the 60s.