avvenimenti · In primo piano

Il viaggio nell’anima 

Version 1.0.0

Marie Theres Relin e Franz Xaver Kroetz sono due famosi artisti che vivono in Germania. Marie Theres, attrice e scrittrice nata nel 1966, è la figlia di una star internazionale del cinema degli anni ’50 e ’60 e non solo, Maria Schell, che noi italiani ricordiamo tutti per la sua luminosa bellezza e la sua magistrale interpretazione di una evanescente ragazza creata dal genio di Dostoevskij in Le notti bianche di Luchino Visconti nel 1957 dove recitava insieme a Marcello Mastroianni. Naturalmente Maria Schell ha interpretato anche molti altri film importanti, anche a Hollywood, e ha vinto prestigiosi premi. Ella portò anche una ventata di aria nuova nel cinema europeo. Insieme con Audrey Hepburn e poco dopo Monica Vitti diede sul grande schermo un’immagine delle donne più veritiera e sensibile in confronto a quella spesso stereotipata allora in voga nella settima arte non più rappresentativa delle ragazze degli anni ’50 che avevano vissuto la tragedia della guerra e che volevano costruire un mondo più giusto.

Marie Theres, figlia dell’importante regista e attore Veit Relin, si fece notare a soli 19 anni in Italia nel 1985 nella sua intensa interpretazione di una ragazza cristiana al tempo delle persecuzioni di Nerone nel Quo Vadis televisivo diretto da Franco Rossi. La sua filmografia comprende numerosi film tedeschi ma anche francesi e inglesi, serie televisive, un ruolo di rilievo in un telefilm dell’ormai mitico Derrick e rappresentazioni teatrali.

Oltre a questa importante carriera cinematografica Marie Theres ha iniziato poco più che trentenne quella parallela di scrittrice pubblicando finora sei libri tra i quali uno sulla sua famiglia (una dinastia di attori perché già sua nonna era una celebre attrice, Margarete Schell Noé, nonché suo zio, Maximilian Schell, e sua cugina Nastassja Schell e sua figlia Josephine Kroetz) un libro per bambini, alcuni testi sui diritti negati delle casalinghe, una battaglia civile a cui l’attrice si dedica avendo fondato anche un sito sul tema che ha avuto milioni di visitatori online, pagine di dibattito e culturali per donne, uomini e giovani.

Nel 1987 a 21 anni Marie Theres incontrò il noto commediografo Franz Xaver Kroetz in seguito diventato suo marito e padre dei loro tre bambini oggi adulti. Kroetz, nato nel 1946, si è distinto come commediografo di talento per il suo teatro innovativo ed anticonformista con una forte valenza sociale (alcune sue commedie sono state tradotte in italiano) ma anche come attore e regista. Il loro matrimonio si è concluso nel 2006.

Sznenen keiner Ehe (letteralmente “Scene da un non matrimonio”) è il nuovo libro che questi due artisti hanno scritto insieme alternando un capitolo lei e un capitolo lui riprendendo dichiaratamente, modificandolo, il titolo del film del 1973 del regista svedese Ingmar Bergman Scene da un matrimonio.

Il libro è stato pubblicato in Germania nell’autunno del 2023, ha avuto un grande successo e si spera che venga tradotto e pubblicato presto anche in Italia così come le altre opere letterarie di entrambi.

Marie Theres e Franz Xaver hanno fatto un esperimento inusuale e per certi versi rischioso: per tre mesi, dalla metà di ottobre a dicembre, quello di ritornare da soli nella loro casa di Tenerife, splendida isola spagnola delle Canarie sperduta nell’Oceano Atlantico, dove si erano trasferiti dal 1996 per molto tempo per ragioni di salute dei loro bambini.

Così essi si ritrovano a vivere nuovamente insieme, non più da coniugi ma da divorziati da parecchi anni ma ancora, sembra, non del tutto amici (da varie frasi si intuisce che il loro matrimonio aveva attraversato bei momenti ma anche alcuni turbolenti) e si ripromettono di tenere una sorta di Diario quotidiano ben distinto nel libro anche dai caratteri grafici. Ecco perché il titolo “Scene da un non matrimonio”.

L’esperimento è interessante: come vivono la quotidianità due persone che sono state innamorate tanto da essersi sposate per molti anni, essere diventati genitori e poi aver divorziato?

Ben poche se non nessuna ex coppia sarebbe disposta a sperimentarlo. Lei è sempre affascinata da quel mondo e da quei colori intensi di Tenerife nonché dal modo di vivere così diverso dalla Baviera o dalla Svizzera, ama i piccoli mercati, le botteghe, conosce gli abitanti, le canzoni e lo spagnolo. Lei nota i piccoli dettagli.

Sappiamo bene quanto il sud affascini i tedeschi da Goethe, a Thomas Mann, al poeta Von Platen anche se la loro fu una fascinazione verso l’Italia così come noi del sud siamo affascinati dalla libertà culturale di Berlino o dalla neve dei villaggi svedesi. Lui non ha mai voluto imparare la lingua di Cervantes e vede le carenze sociali dell’isola ma anche lei non dimentica il suo impegno sociale e il 4 novembre scrive che avrebbe voluto intervistare l’anno precedente delle donne africane rifugiate in un campo profughi dell’isola, cosa che non le era stata concessa. Lui ha soprattutto un serio problema di artrosi ad un ginocchio e si sente a disagio con la malattia e l’età che avanza. La psicologia ci dice che sono fasi dell’esistenza più difficili da essere affrontate dagli uomini piuttosto che dalle donne per ragioni culturali. Nei millenni le donne si sono sempre dedicate all’accudimento dei bambini, degli anziani e dei disabili e gli uomini non vengono emotivamente educati a questa perdita di autonomia e non ne hanno dimestichezza, il che non vuol dire che non possano però apprendere a gestirla emotivamente. Lui ha un timbro, a volte, caustico e duro verso l’ex moglie che urta un po’ il lettore: se lei parla troppo forse potrebbe voler dire che lei aveva qualcosa da dire che non è stato ascoltato. Forse lui maschera dietro la facciata di scrittore alla Hemingway, “macho”, geloso, amante di birra e whisky, artista provocatore (un po’ un Carmelo Bene con gli occhi blu sembrerebbe) un lato vulnerabile – il che non sarebbe un difetto ma un sintomo di umanità. Forse dietro alle sue frasi ridondanti come “Odio tutti” (18 ottobre, scritto in caratteri maiuscoli per evidenziarlo) si cela un uomo che invece non odia nessuno. Chissà? In fondo cosa è l’alcolismo se non un modo per dimenticare?

Ho avuto il dubbio, leggendo il libro, che Franz Xaver Kroetz non si darà per vinto e saprà riprendere in mano la sua vita perché sembra essere un lottatore. Ma lo è anche Marie Theres, in modo più garbato e acutamente intelligente è aperta verso la vita. Passeggia con il suo ex marito sul mare, gli cucina ottimi pranzi, lo accudisce quando entrambi si ammalano di covid. Hanno abitudini opposte: lei si sveglia presto, ha una mentalità più pratica, proiettata nel presente, lui, sotto effetto di un blando antidolorifico, dorme fino alle 11 e ricorda con rabbia il passato.

Non mancano nel libro righe commoventi come quando lei racconta di conservare cose del passato: sassi, conchiglie, vecchi appunti, messaggi, antichi documenti fiscali, lettere, cartoline, carta da regalo usata, ex partners. Non sappiamo dal libro perché il loro amore si sia disgregato, eccetto vaghi accenni, ma ciò accade a miliardi di innamorati (e coniugi) nel mondo e “i meccanismi di un amore”, di qualunque amore, sono così intimi e delicati che nessuno, dall’esterno, può in realtà comprenderli e men che meno giudicarli.

Marie Theres rammenta poesie di Schnitzler e frasi di Simone De Beauvoir e il 31 ottobre invita le donne di ogni tipo a rimanere gentili ed indipendenti soprattutto mentalmente. A soli 30 anni lei aveva lasciata la sua carriera di attrice (per poi riprenderla), cosa di cui scrive non si era pentita, per dedicarsi ai tre figli. Il dilemma madre o lavoratrice assidua più di una giovane donna ma la sua scelta non era stata una rinuncia, tra gli affetti più grandi e l’ammaliante ma spesso artificioso mondo dello spettacolo (dove ad una donna è richiesto quasi solo di essere bella e sorridente) lei aveva consapevolmente scelto i primi.

Dietro ai bei volti delle attrici ci sono donne come le altre che, spenti i riflettori, lasciati i giornalisti con le loro domande (spesso) tutte uguali, i fotografi con le loro foto (spesso) banali e sexy si ritrovano a dover fare i conti con la quotidianità della vita: il loro passato, le loro scelte, le loro ferite emotive, i loro sogni. Naturalmente essere attori può dare anche soddisfazioni artistiche e possibilità di viaggiare e conoscere sempre gente nuova.

Ci sono nel libro dei ricordi familiari dolorosi di lei come la malattia di sua madre, Maria Schell, o quando verso la fine, il 9/10 dicembre racconta di quando è stata violentata da uno zio (l’attore Maximilian Schell che oltre ad essere suo zio aveva 50 anni) quando era un’adolescente innocente di soli 14 anni e di come ne abbia potuto parlare solo dopo la morte di lui. Una cosa scioccante che ha avuto una sovraesposizione mediatica in Germania. Queste cose terribili avvengono purtroppo in ambito familiare più spesso di quanto si possa credere e dovremmo essere grati a Marie Theres che ha trovato il coraggio e la forza emotiva di scriverne perché così facendo ha aiutato e aiuterà molte ragazze che non possono parlare di queste cose.

Sznenen keiner Ehe è un bel libro, scritto in modo scorrevole, dolce e amaro al tempo stesso in cui si sente che sia Marie Theres sia Franz Xaver sono sinceri. È il racconto di un viaggio reale e metafisico al tempo stesso: non sono gli eventi quotidiani, piuttosto usuali, ad avere molta importanza ma quelli interiori dei due protagonisti, è quindi un viaggio nell’anima in cui molti si ritroveranno o con cui potranno proficuamente confrontarsi.

 

 

 

 

 

 

 

L'autore

Lavinia Capogna
Lavinia Capogna è una scrittrice, poeta e regista. È figlia del regista Sergio Capogna e di Giuliana Scappino, produttrice cinematografica. Ha pubblicato finora otto libri: "Un navigante senza bussola e senza stelle" (poesie); "Pensieri cristallini" (poesie); "La nostalgia delle 6 del mattino" (poesie); "In questi giorni UFO volano sul New Jersey" (poesie), "Storie fatte di niente", (racconti), che è stato tradotto e pubblicato anche in Francia con il titolo “Histoires pour rien” ; il romanzo "Il giovane senza nome" e il saggio "Pagine sparse – Studi letterari" e "Poesie 1982 - 2025". Ha scritto 200 articoli su temi letterari e cinematografici e fatto traduzioni dal francese, inglese e tedesco. Ha studiato sceneggiatura con Ugo Pirro e scritto tre sceneggiature cinematografiche e realizzato come regista il film "La lampada di Wood" che ha partecipato al premio David di Donatello, il mediometraggio "Ciao, Francesca" e alcuni documentari tra Londra e Zurigo. Collabora con le riviste letterarie Insula Europea, Il Randagio e un paio website. Da circa vent’anni ha una malattia che le ha procurato invalidità.