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Di Bene in Cannes

L’immagine di copertina è di Enrico Pulsoni

Gli epistolari hanno la caratteristica di essere molto disinvolti nei giudizi di terzi, poiché lo scrivente non pensa di essere letto da altri se non dal destinatario.  Questi documenti sono pertanto preziosi perché il lettore, non preventivato né immaginato, scopre aspetti inediti dello scrivente, spesso in contrasto con la “facies” pubblica che il pubblico ha di lui. La stessa cosa potrebbe accadere anche  con le interviste. Gli intervistati spesso ci comunicano un lato del carattere sconosciuto del personaggio in questione, ma nel nostro caso specifico, vale a dire di Carmelo Bene, gli stessi non fanno che confermare e alimentare il suo lato mitico e mitopoietico.

Petruzzi ricostruisce in maniera puntuale esaustiva il guasconesco percorso cinematografico di Bene e il ruolo decisivo della sua partecipazione al Festival di Cannes, permettendogli di raggiungere un pubblico e un riconoscimento internazionale per la prima volta nella sua carriera.

In Francia Carmelo Bene ha avuto modo di relazionarsi “alla pari” con i cineasti della sua generazione e con i più autorevoli intellettuali, quali Jacques Lacan, Gilles Deleuze, Michel Foucault e Pierre Klossowski.

Il libro ci presenta delle interviste a coloro che hanno fatto sì che Carmelo Bene diventasse un personaggio e che le sue opere fossero ampiamente diffuse nella terra dei Galli.

In ordine abbiamo le interviste a Pierre-Henri Deleau, co-fondatore della “Quinzaine des realisateurs” di Cannes, quindi Jean Paul Manganaro, Professore emerito dell’Università di Lille, Jean Narboni, lo storico del cinema e al regista attore Noel Simsolo.

Non possiamo non evidenziare la storia delle produzioni di Il ventriloquio e il Don Chisciotte parigino. Completano il volume un ricco repertorio di immagini di manifesti e foto relative alle riprese di un Amleto in meno.

In appendice il libro l’intervista ad Anna Maria Papi, realizzata da Francesco Forlani nel 2011

Sono cosciente che nel citare alcuni passi degli intervistati, privo il lettore di altre saporite e salaci battute su nostro Carmelo, nelle quali emerge il suo lato non narcisistico, di più.

Mi perdonerete se non do la fonte degli intervistati, lasciando al lettore il piacere di ritrovarle nel loro contesto più ampio.

E si comincia:

Ci fu una simpatia di Deleuze verso Carmelo e bastò agitarla un po’ perché questa prendesse forma,

oppure

Incontro notturno tra Vinicius de Moraes e Carmelo: i due big non si sono piaciuti.

A seguire

Sperava che il cinema gli offrisse delle possibilità che il teatro non gli offriva: ma dopo averne girati diversi aveva avuto la sensazione di “averci girato intorno”, che il cinema…..

A chiusura

Tra lui e i teatri c’erano sempre bisticci. Aveva rifiutato una regia di santa Giovanna dei Macelli di Arthur Honegger e Paul Claudel con Isabelle Huppert a…..

Allora, dopo questo aperitivo, vi consiglio la lettura per esteso di questo libro, nel quale rigore scientifico e vita umana ci compenetrano e ci restituiscono un’immagine polifonica e visiva di questo gigantesco mostro teatrale.

enricopulsoni@gmail.com

 

L'autore

Enrico Pulsoni
Enrico Pulsoni
Enrico Pulsoni è il direttore di Insula europea (http://www.insulaeuropea.eu/enrico-pulsoni/)