avvenimenti · In primo piano

Tsimaras Tzanatos: in memoria

Tsimaras Tzanatos (1960-2022) è stato un protagonista atipico e brillante della scena culturale greca, capace di trasformare una solida carriera d’attore in un percorso autoriale originale e toccante. Nato e cresciuto ad Atene, Tzanatos si formò in regia cinematografica, recitazione teatrale e storia dell’arte, iniziando la sua attività artistica come attore in teatro, televisione e cinema. Per oltre un decennio calcò le scene con successo, per poi allontanarsi a metà anni ’90. Questo temporaneo ritiro dalle luci della ribalta segnò l’inizio di una metamorfosi creativa: dopo aver lavorato anche come autore radiofonico e giornalista, Tzanatos tornò sulle scene nel 2012 come drammaturgo e poeta, intraprendendo con coraggio una nuova fase della sua vita artistica. In poco tempo si affermò come autore teatrale di spessore, dando voce nei suoi testi a personaggi emarginati e fragili, e affrontando temi sociali scottanti con sensibilità poetica. La sua scrittura affonda le radici tanto nella tradizione biblica quanto nel pensiero filosofico dell’antica Grecia, componendo un affascinante caleidoscopio di riferimenti che arricchiscono la drammaturgia contemporanea ellenica di profondità e risonanze universali.

Dall’attore al drammaturgo: una svolta premiata

Come drammaturgo, Tzimaras Tzanatos esordisce ufficialmente nel 2004 con il testo “Έξοδος” (Esodo) presentato al Teatro Nazionale della Grecia del Nord, seguito da opere coraggiose come “Μαζί Ποτέ” (Mai insieme, 2009), ispirato al film La sposa turca di Fatih Akin, e “Εκκρεμότητα” (In sospeso, 2013) – un intenso monologo esistenziale presentato dapprima ad Atene e poi a Londra con il titolo Suspense. Nel 2018 il suo dramma “Δεσποινίς Δυστυχία” (Signorina Infelicità o Miss Misery) – ritratto poetico di una figura femminile enigmatica – viene acclamato in patria e insignito del prestigioso Premio Karolos Koun per la migliore drammaturgia greca dell’anno. Nello stesso anno Miss Misery debutta integralmente sulle scene ateniesi, confermando la maturità artistica di Tzanatos e la sua capacità di emozionare il pubblico con una prosa visionaria e struggente. Questa svolta autoriale, da attore a commediografo, viene accolta con entusiasmo dalla critica, che riconosce in lui una voce nuova e potente della letteratura teatrale contemporanea. Tzanatos si afferma anche come poeta: nel 2021 pubblica la raccolta “Αγνώστου – Η βία του βίου” (Di uno sconosciuto – La violenza della vita), una silloge di poesie scritte tra il 2010 e il 2021 che rivela una vena intimista e ribelle, confermando la versatilità del suo talento creativo. La duplice identità di attore e autore gli permette di infondere nei suoi testi un raro connubio di intensità drammatica e lirismo, frutto di una profonda comprensione dei meccanismi della scena e della parola.

Successi internazionali: dall’Ellade a Napoli

Il contributo di Tzanatos non si è fermato ai confini nazionali: la sua drammaturgia ha varcato il Mediterraneo, incontrando particolare favore in Italia. Nel 2019 l’autore ateniese è tra i protagonisti del Napoli Teatro Festival Italia, importante rassegna internazionale. In quell’occasione, i lettori italiani hanno potuto scoprirlo grazie all’antologia “Viaggio nel teatro greco contemporaneo”, presentata a Napoli e pubblicata in collaborazione tra ETP Books e la casa editrice greca Sokolis. Il volume raccoglie sette testi di drammaturghi greci contemporanei e include proprio “La signorina infelicità” di Tsimaras Tzanatos, tradotta in italiano da Maurizio de Rosa. L’inclusione del suo lavoro in questa prestigiosa raccolta – introdotta dal direttore artistico Ruggero Cappuccio – evidenzia come Tzanatos fosse ormai considerato una delle voci più affascinanti della nuova scena greca, capace di dialogare con la tradizione e al contempo di innovarla. Durante lo stesso festival, Napoli ha applaudito il talento di Tzanatos anche sul palcoscenico: il drammaturgo ha infatti partecipato al progetto teatrale internazionale “629 – Uomini in gabbia”, uno spettacolo corale incentrato sul tema dei migranti e rifugiati, diretto dal regista partenopeo Mario Gelardi. In questa produzione, nata da una collaborazione senza precedenti fra autori provenienti dalla Spagna, Grecia e Italia, Tzanatos ha contribuito con il suo testo “ID: Αχινός” (Riccio di mare), portando la prospettiva greca in un mosaico drammaturgico a più voci. 629 – Uomini in gabbia è andato in scena al Museo Madre di Napoli nell’ottobre 2019, dopo essere stato presentato anche nell’ambito del Napoli Teatro Festival, raccogliendo grande attenzione per la forza emotiva con cui racconta “l’epopea moderna dei rifugiati” attraverso diversi sguardi e linguaggi teatrali. Il coinvolgimento di Tzanatos in questo progetto testimonia non solo la sua sensibilità verso i temi umanitari, ma anche il suo legame speciale con l’Italia, dove la sua arte ha trovato terreno fertile e collaborazioni fruttuose.

Riconoscimenti in Italia: il premio La Ginestra di Firenze

L’apprezzamento per Tsimaras Tzanatos nel nostro Paese è stato sancito da un importante riconoscimento letterario. Nel 2022 – pochi mesi prima della sua scomparsa – all’autore greco è stato conferito un Diploma di Merito dal Premio Letterario La Ginestra di Firenze, concorso dedicato a opere inedite in lingua italiana. In particolare, la giuria italiana ha voluto premiare la traduzione italiana del suo dramma “Εκκρεμότητα” “In sospeso” [traduzione mia], riconoscendone il grande valore artistico. L’opera, tradotta in italiano con il titolo “In Sospeso” ha ottenuto la menzione d’onore nell’edizione 2021 del premio fiorentino. Si tratta di un traguardo significativo: In Sospeso – un monologo intenso sul filo tra vita e morte – era già stato presentato con successo in Grecia e all’estero, ma il plauso ottenuto in Italia ne suggella la portata universale. La commissione del premio ha infatti ritenuto il testo di Tzanatos meritevole di essere segnalato tra le migliori voci della narrativa teatrale non ancora edita, prova ulteriore dell’eccezionale qualità letteraria della sua scrittura. Questo riconoscimento italiano, unito alla calorosa accoglienza riservata alle sue opere sulle scene napoletane, dimostra come la parola di Tsimaras Tzanatos abbia saputo parlare a pubblici diversi e oltrepassare le barriere linguistiche, trovando nell’Italia una seconda casa artistica.

L’eredità di un poeta della scena

Tsimaras Tzanatos ha vissuto l’arte come un continuo viaggio di metamorfosi, dall’attore che interpreta al poeta-drammaturgo che crea mondi con le parole. La sua traiettoria, costellata di sfide e successi, lo ha visto trasformarsi in una figura di riferimento del teatro greco contemporaneo, capace di ispirare colleghi e spettatori con la sua integrità artistica e umana. Fino agli ultimi anni di vita, Tzanatos ha continuato a scrivere e a innovare: oltre ai lavori già citati, ha sperimentato il teatro in contesti non convenzionali (celebre il suo progetto “Κ.”, pensato per essere messo in scena dai detenuti di un carcere ateniese), e ha collaborato con compagnie indipendenti e festival internazionali, sempre alla ricerca di nuovi linguaggi espressivi e di un teatro dal forte impegno civile. La sua prematura scomparsa, avvenuta nell’agosto 2022 ad Atene, ha commosso profondamente il mondo artistico ellenico: registi, attori, scrittori e spettatori hanno tributato messaggi d’affetto a colui che consideravano non solo un collega di talento, ma anche un “poeta sconosciuto” dallo spirito gentile e rivoluzionario. Eppure, più che un addio, quello di Tsimaras Tzanatos è un arrivederci sulle pagine e sulle scene: i suoi testi continuano a vivere nelle rappresentazioni, nelle antologie e nei cuori di chi li ha letti o applauditi. Con il suo percorso unico –  del palcoscenico alla penna dell’autore – Tzanatos lascia un’eredità preziosa fatta di empatia, coraggio creativo e dialogo culturale tra la Grecia e l’Italia. Le sue opere, intrise di passione e umanità, restano come fari luminosi a testimoniare che l’arte, quando è autentica, sa superare ogni confine di lingua e geografia, parlando direttamente all’anima universale dello spettato

 

L'autore

Giorgia Karvunaki
Giorgia Karvunaki è nata in Grecia, a Creta, a Canea. Ha studiato in Italia Lingua e cultura italiana per stranieri, Scienze Politiche - Indirizzo Internazionale, Insegnamento dell'italiano come LS, Sceneggiatura e in Grecia Traduzione  - Traduttologia. È membro associato e National Convener per la Grecia dal 2007 della Commissione internazionale per la storia delle istituzioni rappresentative e parlamentari (ICHRPI), Rappresentante accreditata del Nosside, Premio Internazionale di Poesia (Unesco) e Membro dell'International Theatre Institute (ITI). Vive ad Atene dove lavora come insegnate, traduttrice, promotrice culturale e ricercatrice storica. Le sue traduzioni, le sue interviste e i suoi articoli, sono stati pubblicati in riviste cartacee ed elettroniche in Grecia, in Italia e in Romania. Le sue traduzioni di opere teatrali sono state messe in scena in Grecia e in Italia. Nel 2018 è stata premiata dall'Istituto Italiano di cultura di Atene con il ‘Premio Luigi Pirandello’.