L’iniziativa MONUMENTA: obiettivi e approccio
MONUMENTA è un’organizzazione urbana non-profit fondata nel 2006 ad Atene dall’archeologa Eirini Gratsia insieme a un team di archeologi, architetti e altri specialisti. La sua missione è la protezione del patrimonio naturale e soprattutto architettonico della Grecia (e di Cipro), con particolare attenzione agli edifici storici che rischiano il degrado o la demolizione. L’approccio di MONUMENTA punta molto sulla partecipazione civica e la sensibilizzazione: l’organizzazione si è affermata come attore della società civile rispettato sia dal pubblico sia dalle istituzioni, promuovendo un senso di responsabilità collettiva verso i beni culturali. Eirine Gratsia e i suoi colleghi ritengono fondamentale che i cittadini “imparino ad amare” gli edifici del passato e si attivino per difenderli dall’abbandono e dall’abbattimento indiscriminato.
Attività e progetti di MONUMENTA
Le attività di MONUMENTA coprono diversi ambiti, tutti finalizzati a salvaguardare edifici e monumenti dalla rovina attraverso la conoscenza e l’azione concreta:
- Documentazione del patrimonio architettonico: Uno dei progetti cardine è il censimento sistematico degli edifici storici urbani. Atene, ad esempio, ha visto la catalogazione di oltre 11500 edifici costruiti tra il 1830 e il 1940, di cui MONUMENTA ha raccolto schede, archivi storici e perfino testimonianze orali degli abitanti. Questo lavoro di ricerca partecipativa aiuta a mappare il patrimonio esistente e a valorizzarne la memoria, creando una base di dati utile per avviare interventi di tutela.
- Sensibilizzazione ed educazione: La diffusione della consapevolezza è al centro dell’azione di MONUMENTA. L’organizzazione ha lanciato già nel 2007 una rivista elettronica e organizza regolarmente programmi educativi, conferenze e attività pubbliche rivolte ai cittadini di tutte le età. Ad esempio, ha promosso concorsi fotografici sull’architettura nascosta di Atene e progetti didattici come “Young ArcHers” rivolti alle scuole, per avvicinare i più giovani alla scoperta dei monumenti locali. MONUMENTA cura anche visite guidate e percorsi urbani per raccontare le “storie” degli edifici storici nei quartieri, coinvolgendo direttamente la comunità nel riconoscere il valore del proprio patrimonio.
- Interventi di tutela e advocacy (azione di tutela e sensibilizzazione” “attività di difesa del patrimonio”).: Quando i monumenti sono minacciati, MONUMENTA passa all’azione con un approccio spesso attivistico. L’associazione collabora con altre entità (come la Hellenic Society for Environment and Culture) per presentare ricorsi e istanze legali volte a bloccare demolizioni inappropriate. Un risultato importante è stato ottenuto nel 2025, quando il Consiglio di Stato greco ha annullato un permesso di demolizione per un edificio ateniese degli anni ’30, accogliendo il ricorso presentato da MONUMENTA e altri e salvando così un prezioso esempio di architettura interbellica. MONUMENTA lavora anche in sinergia con le istituzioni: un recente protocollo d’intesa con la Biblioteca Nazionale della Grecia, sostenuto dalla Fondazione Stavros Niarchos, ha permesso di avviare un progetto biennale per restaurare e digitalizzare un archivio storico di una compagnia edilizia del primo ’900. Iniziative come questa mirano non solo a proteggere i materiali e gli edifici in sé, ma anche a garantire incentivi e supporto ai proprietari affinché conservino le strutture storiche, contribuendo a preservare l’identità architettonica locale.
Visita al Santuario di Amfiarío di Oropo
Situato in una piccola valle nell’Attica nord-orientale, l’Amfiarío di Oropó (noto anche come Amphiareion) era un importante santuario oracolare e terapeutico dell’antica Grecia, dedicato al leggendario eroe-veggente Amfiarao. Fondato verso la fine del V secolo a.C., quando Oropó si trovava sotto il controllo di Atene, divenne il più grande luogo di culto in onore di Amfiarao di tutto il mondo greco classico. Il santuario sorgeva in mezzo alla natura e presentava una disposizione caratteristica su due rive opposte di un torrente (l’antico Harádra, oggi asciutto): sulla sponda destra vi erano le strutture di servizio – alloggi per i pellegrini, uffici, un mercato e persino una clessidra ad acqua che fungeva da orologio – mentre sulla sponda sinistra si trovavano i monumenti principali, tra cui il tempio del dio Amfiarao con il grande altare, un piccolo teatro e una lunga stoà (portico coperto) di 110 metri costruita nel IV secolo a.C. che fungeva da dormitorio per i visitatori e gli ammalati in cerca di guarigione divina tramite i sogni. Il santuario non era solo un luogo di devozione individuale ma anche sede di festività pubbliche: vi si celebravano annualmente giochi chiamati “Piccoli Amfiarieia” e ogni cinque anni degli “Amfiarieia grandi”, competizioni di musica, atletica e gare equestri che richiamavano partecipanti e pubblico da tutta la Grecia, dall’Asia Minore e perfino dall’Italia meridionale. L’importanza del culto di Amfiarao continuò per secoli: il sito prosperò sotto il controllo della lega Beotica nel III-II secolo a.C. e godette di protezioni persino durante la dominazione romana (si narra che il generale Silla finanziò dei restauri nel I secolo a.C.), fino al graduale declino del santuario con l’avvento del cristianesimo Gli scavi archeologici moderni, iniziati nel 1884 ad opera dell’archeologo Vasilios Leonardos e proseguiti fino al 1929, hanno riportato alla luce i resti monumentali – ancora oggi visibili – e numerose iscrizioni che hanno permesso di ricostruire la storia del luogo e delle sue pratiche cultuali.
Domenica scorsa, MONUMENTA ha organizzato una visita guidata gratuita proprio all’interno di questo affascinante sito archeologico, nell’ambito delle sue attività di sensibilizzazione. L’evento – svoltosi in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica dell’Attica Orientale e associazioni culturali locali – ha visto gli esperti di MONUMENTA illustrare ai visitatori la storia millenaria del santuario di Amfiarao, i lavori di restauro e valorizzazione già realizzati, nonché le problematiche attuali del sito. Eirini Gratsia, che ha guidato l’iniziativa, ha posto l’accento su una criticità in particolare: la scarsa visitabilità dell’area archeologica. Paradossalmente, infatti, il pericolo maggiore per l’Amfiarío oggi è proprio il ridotto numero di visitatori, un fattore che rischia di condannare il sito all’oblio e a minori attenzioni da parte delle autorità. «Attraverso queste visite cerchiamo di inserire il luogo nella quotidianità dei residenti e di farlo conoscere al grande pubblico», spiega Gratsia, sottolineando come la comunità locale debba “abbracciare” il proprio monumento affinché la sua tutela sia più forte, supportando così anche gli sforzi degli enti preposti. Le cause della bassa affluenza sono diverse: l’area non è servita da mezzi pubblici e osserva orari di apertura limitati (chiusura già nel primo pomeriggio, persino in estate), elementi che di fatto scoraggiano le visite spontanee. Inoltre, la posizione isolata nella natura comporta ulteriori rischi e oneri di manutenzione: il santuario è vulnerabile agli incendi boschivi (nell’estate 2017 un vasto rogo minacciò la zona, fortunatamente senza raggiungere la valle sacra) e ai fenomeni atmosferici che causano erosione del terreno e deterioramento dei materiali antichi.
Nonostante queste difficoltà, vi sono anche segnali positivi. Gli interventi di restauro degli ultimi anni, condotti dalla Soprintendenza, hanno messo in sicurezza elementi strutturali cruciali come i muri di contenimento del terrapieno del santuario e hanno preservato molte delle iscrizioni antiche affiorate nel sito. Dal canto suo, MONUMENTA continua a fare la sua parte: dal 2011 l’organizzazione coordina visite annuali all’Amfiarío, e le sei edizioni precedenti dell’evento hanno già coinvolto circa 800 persone complessivamente. Questo crescente interesse del pubblico locale è incoraggiante e mostra come un monumento relativamente “dimenticato” possa riguadagnare visibilità. Iniziative come quella di domenica scorsa contribuiscono a tenere viva l’attenzione su un luogo di enorme valore storico e archeologico, assicurando che l’eredità di Amfiarao non cada nell’ombra e che i suoi monumenti – pietre millenarie in dialogo armonioso con la natura circostante – possano continuare a raccontare la propria storia alle future generazioni.
L'autore
- Giorgia Karvunaki è nata in Grecia, a Creta, a Canea. Ha studiato in Italia Lingua e cultura italiana per stranieri, Scienze Politiche - Indirizzo Internazionale, Insegnamento dell'italiano come LS, Sceneggiatura e in Grecia Traduzione - Traduttologia. È membro associato e National Convener per la Grecia dal 2007 della Commissione internazionale per la storia delle istituzioni rappresentative e parlamentari (ICHRPI), Rappresentante accreditata del Nosside, Premio Internazionale di Poesia (Unesco) e Membro dell'International Theatre Institute (ITI). Vive ad Atene dove lavora come insegnate, traduttrice, promotrice culturale e ricercatrice storica. Le sue traduzioni, le sue interviste e i suoi articoli, sono stati pubblicati in riviste cartacee ed elettroniche in Grecia, in Italia e in Romania. Le sue traduzioni di opere teatrali sono state messe in scena in Grecia e in Italia. Nel 2018 è stata premiata dall'Istituto Italiano di cultura di Atene con il ‘Premio Luigi Pirandello’.
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