L’edizione 2025 di Aeschylia, che celebra il suo cinquantesimo anniversario, si configura come un ambizioso equilibrio tra radicamento locale e apertura contemporanea. Promosso dal Comune di Elefsina (Eleusi) con il sostegno del programma European Capital of Culture 2023, il festival si è inaugurato il 31 agosto 2025 con un evento simbolico presso il sito archeologico della città, e prosegue fino al 28 settembre, quest’anno ospitato per la prima volta nella rinnovata area industriale IRIS, ex fabbrica di vernici riconvertita in centro culturale multifunzionale.
Apertura rituale e radici mitiche
La scelta di aprire il festival con “L’ultimo ditirambo orfico o Il ditirambo della rosa”, 1932” di Angelos Sikelianòs — una ricostruzione dell’orrore tragico attraverso miti e poesia sacra — rappresenta un gesto di forte densità simbolica. Interpretato da artisti come Nikolas Maraziotis, Marios Frangoulis e Filareti Komninou, valorizza la memoria estetica e spirituale della tragedia antica in rapporto con l’identità collettiva contemporanea.
Percorsi visivi e poetici di riflessione
Nella location dell’IRIS si è inaugurata una mostra dal titolo evocativo: Symbols III – ENTROPY (1–28 settembre) che indaga il potere del simbolo come vettore di memoria e identità; mentre al vecchio municipio di Elefsina la mostra Arousal Circle / The Mystery of XenobotArt (Cerchio dell’Estasi / Il Mistero di XenobotArt) esplora il rapporto tra arte, scienza e tecnologia attraverso istallazioni ispirate ai xenobots, i primi “robot viventi”.
Tradizione teatrale rivisitata per tutti
Uno dei momenti più originali è stato lo spettacolo in shadow‑puppet theatre The Sacrifice of Iphigenia (3 settembre) (Teatro delle ombre – Il sacrificio di Ifigenia), in cui la tragedia euripidea viene rappresentata con figure proiettate e suggestioni visive che richiamano la ceramica antica, combinando tragedia classica e cultura popolare.
Offerta teatrale e musicale di respiro contemporaneo
La programmazione include il dramma contemporaneo, Tebas Land (Terra di Tebe) di Sergio Blanco, diretto da Vangelis Theodoropoulos, con Thanos Lekkas e Dimitris Kapouranis, vincitore del Dimitris Horn Award 2022‑2023.
Prosegue con un omaggio alla musica e al cinema greco al cinema all’aperto della città (12 settembre), un programma per famiglie (Il flauto magico, 15 settembre; Kontylo Mytofryda – Lo spettacolo, 20 settembre), e una serata dedicata a Mikis Theodorakis nel centenario della nascita con Maria Farantouri (21 settembre).
Il festival si conclude il 26 settembre con un concerto finale di Nikos Portokaloglou e Yiannis Kotsiras, che coniuga autenticità, energia e partecipazione collettiva .
Cinema, comunità, memoria
A completare il quadro, una rassegna di cortometraggi in programma tra 13 e il 18 settembre al cinema all’aperto di Elefsina, con titoli contemporanei che affrontano temi sociali e personali (identità, alienazione, violenza, desiderio di fuga).
In sintesi: un festival che pensa il futuro attraverso il passato
- Una rilocazione strategica in uno spazio industriale rigenerato (IRIS), luogo di contaminazione tra memoria e innovazione.
- Un rituale inaugurale che rimette in scena la tragedia e il sacro come cornice viva del presente culturale.
- Una programmazione equilibrata tra arte visuale e performativa, con attenzione all’ecologia, alla scienza, alla pedagogia e alla musica come forma di partecipazione collettiva.
- Uno sguardo inclusivo che tocca il pubblico giovane, le famiglie, gli appassionati di teatro e musica, la comunità intellettuale e i cittadini.
- Una precisa implicazione politica e culturale: Elefsina si ribadisce come laboratorio europeo, città di memoria, innovazione e dialogo.
L'autore
- Giorgia Karvunaki è nata in Grecia, a Creta, a Canea. Ha studiato in Italia Lingua e cultura italiana per stranieri, Scienze Politiche - Indirizzo Internazionale, Insegnamento dell'italiano come LS, Sceneggiatura e in Grecia Traduzione - Traduttologia. È membro associato e National Convener per la Grecia dal 2007 della Commissione internazionale per la storia delle istituzioni rappresentative e parlamentari (ICHRPI), Rappresentante accreditata del Nosside, Premio Internazionale di Poesia (Unesco) e Membro dell'International Theatre Institute (ITI). Vive ad Atene dove lavora come insegnate, traduttrice, promotrice culturale e ricercatrice storica. Le sue traduzioni, le sue interviste e i suoi articoli, sono stati pubblicati in riviste cartacee ed elettroniche in Grecia, in Italia e in Romania. Le sue traduzioni di opere teatrali sono state messe in scena in Grecia e in Italia. Nel 2018 è stata premiata dall'Istituto Italiano di cultura di Atene con il ‘Premio Luigi Pirandello’.
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