Tra le voci più interessanti della poesia greca contemporanea, Ilias Papacostantinou si colloca in una zona di confine in cui la parola poetica incontra la musica, l’etica dell’osservazione e una fenomenologia dell’esperienza quotidiana. La sua doppia identità di poeta e paroliere, molte sue poesie sono state musicate da compositori greci di primo piano, costituisce una chiave indispensabile per comprendere la natura profondamente ritmica e vocale della sua scrittura. Nei suoi testi, la musicalità non è un effetto ornamentale: è la struttura stessa della percezione poetica.
Il suo lavoro si dispone lungo una poetica della soglia: tra visibile e invisibile, tra gesto minimo e domanda etica, tra ricordo individuale e memoria collettiva. Papacostantinou appartiene a quella linea della poesia greca che considera il frammento non come rottura, ma come forza concentrata, come nucleo semantico in cui si raccoglie un pensiero interrotto, pronto a vibrare nuovamente nel lettore.
Etica del reale: la materia minima come luogo di rivelazione
Nella poesia Δρόμος Σουγιάς / Percorso Roncolo, poesia premiata al XXXIII Concorso Poetico NOSSIDE, all’immagine centrale del “roncolo”, lama levigata, oggetto quotidiano che porta con sé memoria di lavoro, di fatica, di difesa, si trasforma in una metafora della condizione umana, del cammino come rischio e responsabilità. Il testo non racconta solo una storia: interroga il lettore. Gli oggetti della quotidianità, un coltello, un libro ucciso, un raggio di sole che “forse non arriva”, diventano soglie simboliche. In essi si iscrive la dialettica tra luce e oscurità, tra limitazione e desiderio di libertà.
La poesia elabora così un’estetica della precisione: ogni dettaglio è un varco.
L’esperienza come attraversamento: la poetica del “ponte”
La poesia Γέφυρα /Ponte rappresenta uno dei nuclei teorici più chiari della poetica di Papacostantinou: l’attraversamento come forma di conoscenza. L’autore rifiuta la contemplazione sterile, descrivere, misurare, lodare, e mostra che il valore dell’opera, architettonica o esistenziale, risiede nell’atto di passare dall’altra parte.
Attraversare, per Papacostantinou, significa includere il tempo, lo spazio, la relazione con l’altro. La poesia suggerisce che nessuna esperienza è autentica se non si compie fino in fondo: un principio che attraversa trasversalmente la sua opera e che la collega alle poetiche europee della soglia, da Rilke alla fenomenologia post-husserliana.
La dimensione musicale: la voce come luogo del senso
Essendo anche paroliere, Papacostantinou scrive testi predisposti alla vocalità. Il ritmo è saldo, la sintassi essenziale, la densità semantica alta: qualità che spiegano perché molti suoi versi siano stati scelti da compositori affermati. La parola si offre alla musica perché nasce già come corpo sonoro, come partitura minima.
La musica non “aggiunge” significato ai suoi testi: lo rivela. Quando i suoi versi vengono cantati, ciò che nella pagina appare ellittico si apre in una risonanza collettiva. È una poesia che non teme la comunità dell’ascolto: al contrario, la richiede.
Una poetica della misura
Uno degli aspetti più caratteristici della sua opera è la tendenza verso una etica della misura: nessun eccesso retorico, nessuna enfasi melodrammatica. Papacostantinou lavora su una lingua nitida, disciplinata, che restituisce dignità ai residui del mondo: oggetti marginali, gesti non celebrati, minime oscillazioni emotive.
Ciò che appare frammentario è in realtà densamente coerente: la sua poesia costruisce un pensiero che procede per lampi, per micro-illuminazioni, per improvvise fenditure del reale.
Una voce greca, pienamente europea
Pur radicato nella tradizione ellenica, Papacostantinou dialoga con molte linee della poesia europea contemporanea: la poetica dell’attenzione (Mark Strand, Wisława Szymborska), l’estetica del frammento (Celan, Char), la scrittura che unisce percezione e responsabilità etica.
Per il lettore italiano, la sua opera rappresenta un laboratorio di attraversamento: tra parola e musica, tra quotidiano e simbolico, tra la Grecia e l’Europa.
Conclusione
La poesia di Ilias Papa-Costantino si muove tra resistenza e delicatezza, tra lucidità analitica e nostalgia luminosa. È una poesia che non dà risposte, ma offre percorsi, come il ponte che chiede di essere attraversato o il roncolo che diventa metafora di una libertà ferita ma ancora possibile.
Per i lettori di Insula Europea, la sua voce offre un accesso privilegiato alla Grecia poetica del presente, capace di custodire l’eredità del passato e, allo stesso tempo, di riscriverla in una forma rigorosamente contemporanea.
DUE POESIE
ΔΡΟΜΟΣ ΣΟΥΓΙΑΣ
Ο δρόμος που ΄χες στα
χέρια ήταν σουγιάς
ακονισμένος
φορούσε χαμόγελα και
μίλαγε για τ’ άδικο
οργισμένος.
Έταζε σπόρους στα πουλιά
να αποτάξουν τη λαλιά τους
σε μια αμφίδρομη τροχιά
το βάδισμα και τα όνειρά τους.
Βάλαν τον έρωτα σε πλοίο
μήπως χαθεί σ’ ωκεανό
σκοτώσανε και το βιβλίο
με της ζωής το μυστικό.
Έχεις στα χέρια σου
το δρόμο που σου μιλά
για λευτεριά
στο πόλεμο που ‘φτιαξε
ο ίδιος
είχε για όπλα τα δεσμά.
Μπορεί ο ήλιος να μην
φτάνει τόσο που μίκρυνε το
φώς
το ξέφωτο θα φέρει, μον‘ της
καρδιάς σου ο ειρμός.
ΗΛΙΑΣ Δ ΠΑΠΑΚΩΝΣΤΑΝΤΙΝΟΥ
PERCORSO RONCOLO
Il percorso che avevi tra
le mani erano un roncolo
levigato
che indossava sorrisi e
parlava del torto
adirato.
Prometteva agli uccelli dei semi
per destituire la loro favella
in un’orbita bidirezionale
del camminare e dei loro sogni.
Hanno messo a bordo l’amore
per perdersi nell’oceano
hanno persino ucciso il libro
con il segreto della vita.
Hai tra le mani
il percorso che ti parla
della libertà
nella guerra che creato
lui stesso
considerando le catene armi.
Forse il sole non
arriva per quanto si è ridotta
la luce,
la radura la porterà solo
ΓΕΦΥΡΑ
Κι αν μόνο δεις την γέφυρα, κι αν την αγγίξεις,
κι αν θαυμάσεις την αρχιτεκτονική και το έργο,
κι αν μιλήσεις για τεχνικές, για υλικά
και για χρόνο αστραπής με ύμνους,
και ποιήματα απαγγέλοντας αφιερώσεις.
Κι ακόμη με χρήματα αν την μετρήσεις,
με λεπτομέρειες και μπράβο και επαίνους.
Τι αξία θα έχουν όλα τούτα,
αν ποτέ δεν την περάσεις ολόκληρη,
αν ποτέ δεν νιώσεις τον δίαυλο να σε κυριεύει μέσα σου,
να διασχίσεις το πέρασμα στον χρόνο,
αν δεν πας απέναντι να δεις, οι άλλοι,
πως, τι νέες περιπέτειες βάζουν στο τραπέζι.
Χάγη 4/6/2023 Στο παγκάκι κοιτώντας την λίμνη.
PONTE
Se solo vedessi il ponte, se lo toccassi,
se ne ammirassi l’architettura, l’opera,
se parlassi di tecniche, di materiali,
se gli dedicassi inni nel giro di un lampo,
recitando poesie.
Se persino lo misurassi in denaro,
con dettagli, con “bravo”, con lodi…
che valore avrebbe tutto questo,
se non lo attraversassi mai per intero,
se non sentissi mai quel varco dominarti dentro,
se non percorressi quel valico nel tempo,
se non andassi dall’altra parte
per vedere gli altri,
le nuove avventure,
come le mettono sul tavolo.
L’Aia, 4/6/2023
Sulla panchina, guardando il lago.
Nota biografica
Ilias Papacostantinou è nato a Desfina, nella Focide. È Vicepresidente dell’Unione Panellenica degli Scrittori, socio fondatore dell’ente culturale “Ορίζοντες” (Orizzonti) e membro dell’Anfizionia dell’Ellenismo. Ha pubblicato cinque raccolte di poesie e un libro in prosa. Sue poesie sono state pubblicate su riviste cartacee e on line e molte altre sono state musicate. Ha partecipato a numerose giurie di concorsi poetici a livello nazionale e ha presentato e commentato l’opera di altri poeti.
L'autore
- Giorgia Karvunaki è nata in Grecia, a Creta, a Canea. Ha studiato in Italia Lingua e cultura italiana per stranieri, Scienze Politiche - Indirizzo Internazionale, Insegnamento dell'italiano come LS, Sceneggiatura e in Grecia Traduzione - Traduttologia. È membro associato e National Convener per la Grecia dal 2007 della Commissione internazionale per la storia delle istituzioni rappresentative e parlamentari (ICHRPI), Rappresentante accreditata del Nosside, Premio Internazionale di Poesia (Unesco) e Membro dell'International Theatre Institute (ITI). Vive ad Atene dove lavora come insegnate, traduttrice, promotrice culturale e ricercatrice storica. Le sue traduzioni, le sue interviste e i suoi articoli, sono stati pubblicati in riviste cartacee ed elettroniche in Grecia, in Italia e in Romania. Le sue traduzioni di opere teatrali sono state messe in scena in Grecia e in Italia. Nel 2018 è stata premiata dall'Istituto Italiano di cultura di Atene con il ‘Premio Luigi Pirandello’.
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