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Etica dello sguardo e ontologia del quotidiano

Figura eminente della cosiddetta ‘generazione degli anni Settanta’, Ghiorgos Markopoulos (Messene, 1951) occupa una posizione centrale e insieme appartata nel panorama della poesia greca contemporanea. Il suo trasferimento ad Atene in giovane età, esperienza biografica condivisa con molti autori della sua generazione, non costituisce soltanto un dato contingente, ma si inscrive come matrice profonda della sua scrittura: la città, e in particolare i suoi quartieri periferici, diventa il luogo privilegiato di una esplorazione che è al tempo stesso spaziale ed esistenziale.

Fin dagli esordi, la poesia di Markopoulos si distingue per una radicale economia espressiva, che rifugge tanto l’enfasi quanto la rarefazione ermetica. La sua lingua si configura come un dispositivo di registrazione minima, capace di restituire ciò che potremmo definire, in termini fenomenologici, l’epifania del marginale. In questo senso, l’oggetto poetico non è mai il grande evento, ma piuttosto ciò che resta ai margini della storia: figure anonime, paesaggi dimessi, gesti ripetitivi. La poesia si costituisce così come uno spazio di attenzione, una forma di vigilanza rivolta a ciò che, altrimenti, resterebbe invisibile.

Questa postura etica dello sguardo implica una precisa concezione del soggetto. L’io poetico di Markopoulos non si impone come centro sovrano dell’enunciazione, ma appare piuttosto come un punto di attraversamento, una superficie sensibile su cui il mondo lascia le proprie tracce. In questa prospettiva, la memoria non si presenta come un archivio stabile, bensì come un campo dinamico di riemersioni e cancellazioni, dove il passato agisce come una forza latente che modella il presente. Come ha osservato Maurice Blanchot, la scrittura autentica si situa sempre in prossimità della propria sparizione; analogamente, la poesia di Markopoulos sembra abitare questo spazio liminale, dove ciò che emerge è inseparabile da ciò che si ritrae.

Un elemento decisivo della sua opera è costituito dalla relazione tra linguaggio e silenzio. Il verso di Markopoulos non mira alla saturazione semantica, ma al contrario costruisce attorno a sé una zona di sospensione, in cui il non detto acquisisce un valore strutturante. Tale tensione conferisce alla sua poesia una particolare densità ontologica: il reale non è mai dato una volta per tutte, ma si manifesta come ciò che continuamente sfugge alla presa del linguaggio.

In questo quadro, la poesia può essere intesa come una forma di resistenza. Non una resistenza dichiaratamente politica, bensì una resistenza più profonda, che riguarda la possibilità stessa dell’esperienza. In un’epoca segnata dalla crescente omologazione percettiva, la scrittura di Markopoulos restituisce al mondo la sua opacità e la sua singolarità. Essa ci ricorda che il compito della poesia non è quello di spiegare il reale, ma di renderlo nuovamente percepibile.

Presentare oggi Ghiorgos  Markopoulos ai lettori italiani di Insula Europea significa dunque introdurre una delle voci più coerenti e necessarie della poesia europea contemporanea. La sua opera, lungi dal proporsi come sistema chiuso, si offre come uno spazio aperto di risonanza, in cui il lettore è chiamato a partecipare a un’esperienza di riconoscimento e di perdita. In questo movimento oscillatorio tra presenza e assenza, la poesia ritrova la propria funzione originaria: non rappresentare il mondo, ma custodirne la fragile, irriducibile intensità.

 

Η ΜΠΑΝΤΑ
Μια μπάντα πήγαινε σε επαρχιακό παραλιακό δρόμο.
Έπαιζε εμβατήρια. Ένα παιδάκι δεκατέσσερω χρονώ
με φαρδύ καπέλο και παλιά ρούχα της μουσικής
που έπαιζε τρομπόνι, δεν είδε τη στροφή του δρόμου.
Έτσι η μπάντα έστριψε, και το παιδάκι βάδισε μόνο του ευθεία.
Με το τρομπόνι και το μεγάλο του καπέλο.

LA BANDA

Una banda sfilava lungo una strada provinciale sul mare.
Suonava marce. Un ragazzino di quattordici anni,
con un cappello largo e i vecchi abiti della banda musicale,
che suonava il trombone, non vide la curva della strada.
Così la banda svoltò, e il ragazzino continuò dritto da solo.
Con il trombone e il suo grande cappello.

 

ΓΥΝΑΙΚΑ ΜΕΤΑΙΧΜΙΑΚΗΣ ΗΛΙΚΙΑΣ

Γυναίκα μεταιχμιακής ηλικίας γυμνή στο κρεβάτι μου.
Τα μάγουλά της βαμμένα
και το κορμί της μαραμένο στο φυσικό του χρόνο.
Την αγκάλιασα όπως το καμένο σπίτι
που ο μαραγκός δεν ήξερε από που να αρχίσει.
Κάθισα ξύπνιος ύστερα -και την κοίταζα.
Το πρόσωπο της μισό
είχε κάτι από όλους αυτούς που την κατοίκησαν.
Γυναίκα μεταιχμιακής ηλικίας.
Έπιπλα που κουβαλούσαν από τη γέννηση τους την ερημιά του μάστορα.

DONNA DI ETÀ LIMINARE

Una donna di età liminare nuda nel mio letto.
Le sue guance truccate
e il suo corpo appassito nel suo tempo naturale.

L’abbracciai come una casa bruciata
davanti alla quale il falegname non sapeva da dove cominciare.

Rimasi poi sveglio e la guardavo.
Il suo volto, a metà,
aveva qualcosa di tutti quelli che l’avevano abitata.

Donna di età liminare.

Mobili che portavano, fin dalla loro nascita,
la solitudine dell’artigiano.

 

Τα Ποιήματα, Ένα Ποτάμι, Ο Ποιητής

Στην Αγγελική και στον Μπάμπη Ζαφειράτο

Τα ποιήματα είναι δύσκολα, το ξέρετε.
Και αν σηκώσεις τις λέξεις, είναι τόσο θλιμμένα,
σαν δάχτυλα που πόνεσες μια νύχτα με αγωνίες.

Ένα ποτάμι είναι ένας ξένος που κρύβεται, το ξέρετε.
Την ημέρα πηγαίνει στη θάλασσα.
Το απόγευμα λουφάζει ακίνητο
σαν αγρίμι που πέρασαν δίπλα του κυνηγοί.

Ο ποιητής, ένας δήθεν αδιάφορος
που κρύβει τα χέρια του στις τσέπες.

 

Le poesie, un fiume, il poeta

Ad Anghelikì e a Babis Zafiratos

Le poesie sono difficili, lo sapete.
Se sollevi le parole, sono così tristi,
come dita che hai ferito una notte piena di ansie.

Un fiume è uno straniero che si nasconde, lo sapete.
Di giorno va verso il mare.
Nel pomeriggio si acquatta immobile
come una bestia selvatica accanto alla quale sono passati dei cacciatori.

Il poeta, uno che finge indifferenza
e nasconde le mani nelle tasche.

 

L'autore

Giorgia Karvunaki
Giorgia Karvunaki è nata in Grecia, a Creta, a Canea. Ha studiato in Italia Lingua e cultura italiana per stranieri, Scienze Politiche - Indirizzo Internazionale, Insegnamento dell'italiano come LS, Sceneggiatura e in Grecia Traduzione  - Traduttologia. È membro associato e National Convener per la Grecia dal 2007 della Commissione internazionale per la storia delle istituzioni rappresentative e parlamentari (ICHRPI), Rappresentante accreditata del Nosside, Premio Internazionale di Poesia (Unesco) e Membro dell'International Theatre Institute (ITI). Vive ad Atene dove lavora come insegnate, traduttrice, promotrice culturale e ricercatrice storica. Le sue traduzioni, le sue interviste e i suoi articoli, sono stati pubblicati in riviste cartacee ed elettroniche in Grecia, in Italia e in Romania. Le sue traduzioni di opere teatrali sono state messe in scena in Grecia e in Italia. Nel 2018 è stata premiata dall'Istituto Italiano di cultura di Atene con il ‘Premio Luigi Pirandello’.