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Ecuba – All’ombra della Repubblica

Esistono spettacoli che rileggono un classico ed esistono spettacoli che riescono a riscriverne il significato senza tradirne l’essenza. «Ecuba – All’ombra della Repubblica», diretto da Stathis Livathinos, appartiene alla seconda categoria. La tragedia di Euripide si apre infatti a un dialogo con «La Repubblica» di Platone, trasformandosi in una riflessione scenica sulla crisi della giustizia, sulla responsabilità politica e sulla fragilità dell’ordine civile.

Il dispositivo drammaturgico elaborato da Elsa Andrianou e dallo stesso Livathinos rappresenta il principale punto di forza della produzione. I passi platonici non assumono mai il ruolo di un commento esterno, né interrompono il ritmo dell’azione. Emergono nel cuore del conflitto tragico, ampliandone la portata e spostando lo sguardo dallo strazio individuale di Ecuba alle grandi domande che attraversano ogni società: che cosa distingue la giustizia dalla vendetta? Qual è il limite del potere? Quale responsabilità ricade su una comunità che ha smarrito il proprio fondamento etico?

La regia procede con un rigore quasi rituale. Ogni elemento superfluo viene eliminato, lasciando che siano il testo, il silenzio e il lavoro degli interpreti a costruire la tensione drammaturgica. Ne nasce uno spettacolo di grande densità, nel quale filosofia e tragedia convivono senza forzature.

Maria Savvidou offre un’interpretazione di straordinaria intensità. La sua Ecuba rifugge qualsiasi compiacimento melodrammatico e costruisce, con impressionante precisione, il percorso che conduce una madre annientata dalla guerra a trasformarsi in una figura dominata dalla necessità della vendetta. È una recitazione fatta di sottrazione, di pause e di sguardi, nella quale ogni gesto acquista un peso emotivo raro.

Accanto a lei, Aris Troupakis disegna un Agamennone misurato e complesso, combattuto tra ragion di Stato e coscienza morale. Di notevole livello anche il lavoro corale dell’intera compagnia, chiamata a sostenere un continuo passaggio tra parola poetica e riflessione filosofica senza perdere compattezza narrativa.

La partitura musicale di Thodoris Abazis dialoga costantemente con la scena, mentre le scenografie e i costumi di Eleni Manolopoulou, insieme alle luci di Alekos Anastasiou, costruiscono uno spazio essenziale, sospeso tra rovina storica e astrazione filosofica, evocando con discrezione il mito della Caverna.

Accolto con entusiasmo dal pubblico dell’Odeon di Erode Attico, lo spettacolo conferma come il teatro classico possa ancora parlare al presente quando viene affrontato con autentica profondità intellettuale e sensibilità artistica.

In un panorama teatrale spesso dominato dall’attualizzazione superficiale dei classici, «Ecuba – All’ombra della Repubblica» sceglie una strada più difficile ma infinitamente più fertile: quella del pensiero. È proprio questa capacità di coniugare emozione e riflessione, rigore filologico e invenzione scenica, a fare della produzione di Livathinos una delle esperienze teatrali più significative degli ultimi anni.

Festival di Atene ed Epidauro 2026, Teatro Erode Attico, 25 – 26 giugno

 

L'autore

Giorgia Karvunaki
Giorgia Karvunaki è nata in Grecia, a Creta, a Canea. Ha studiato in Italia Lingua e cultura italiana per stranieri, Scienze Politiche - Indirizzo Internazionale, Insegnamento dell'italiano come LS, Sceneggiatura e in Grecia Traduzione  - Traduttologia. È membro associato e National Convener per la Grecia dal 2007 della Commissione internazionale per la storia delle istituzioni rappresentative e parlamentari (ICHRPI), Rappresentante accreditata del Nosside, Premio Internazionale di Poesia (Unesco) e Membro dell'International Theatre Institute (ITI). Vive ad Atene dove lavora come insegnate, traduttrice, promotrice culturale e ricercatrice storica. Le sue traduzioni, le sue interviste e i suoi articoli, sono stati pubblicati in riviste cartacee ed elettroniche in Grecia, in Italia e in Romania. Le sue traduzioni di opere teatrali sono state messe in scena in Grecia e in Italia. Nel 2018 è stata premiata dall'Istituto Italiano di cultura di Atene con il ‘Premio Luigi Pirandello’.