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Abitare due lingue: i 70 anni della Scuola Italiana di Atene

Una scuola custodisce una memoria che continua a cambiare voce. Ogni generazione la riceve, la attraversa e vi lascia qualcosa: un modo di leggere, una domanda, la scoperta di una lingua attraverso cui il mondo assume contorni diversi. Il settantesimo anniversario della Scuola Italiana di Atene offre l’occasione per interrogare questa continuità e il suo significato nel rapporto tra Italia e Grecia.

La celebrazione del 1° ottobre 2026 si è articolata in due momenti, «La Scuola Oggi» e «La Scuola Ieri», mettendo in dialogo la voce degli studenti di oggi con le testimonianze degli ex allievi. Da questo incontro tra generazioni emerge il ritratto di una comunità che riconosce nella propria memoria una risorsa viva, capace di dare profondità al presente e di accompagnare il futuro.

Le radici della presenza scolastica italiana ad Atene risalgono al 1890, quando Angelo Moretti ottenne l’autorizzazione ad aprire una scuola primaria privata. Il 1956, al quale rimanda il settantesimo anniversario, segna una nuova fase dell’istituzione, destinata a studenti greci e italiani; seguirono l’istituzione della scuola media statale nel 1962 e del liceo scientifico statale nel 1971. Questa successione restituisce la profondità di una storia educativa cresciuta dentro le relazioni tra i due Paesi.

La storia della scuola comprende anche la chiusura della sezione greca, avvenuta al termine dell’anno scolastico 2014-2015. La decisione fu motivata dalla diminuzione delle iscrizioni e dalle difficoltà economiche della sezione. L’annuncio suscitò preoccupazione tra studenti, famiglie e docenti; l’associazione degli ex allievi propose di costituire un organismo senza fini di lucro per assumerne la gestione e consentirne la continuità. Anche questo passaggio appartiene alla memoria dell’istituto: ricordarlo significa riconoscere il contributo della sezione greca alla sua storia e il legame di quanti vi si sono formati, mentre la scuola italiana proseguiva la propria attività.

Il programma della giornata affidava l’apertura al coro della scuola, con l’esecuzione degli inni nazionali, e al benvenuto della dirigente scolastica Veronica Tania Roberta Sole. I saluti istituzionali annunciati riunivano l’ambasciatore d’Italia ad Atene Paolo Cuculi, la dirigente del Ministero dell’Istruzione e del Merito Monica Faggionato, la ministra dell’Istruzione, degli Affari religiosi e dello Sport della Repubblica Ellenica Sofia Zacharaki e una rappresentanza del Comune di Atene. La dimensione diplomatica, quella educativa e quella cittadina trovavano così un punto di incontro intorno a una realtà la cui funzione riguarda la vita culturale di entrambe le comunità.

Già in occasione dell’inaugurazione dell’anno scolastico 2026-2027, l’ambasciatore Paolo Cuculi aveva sottolineato l’importanza della scuola ad Atene, punto di riferimento per la comunità italiana e per le famiglie greche e importante presidio per la promozione della cultura italiana e il rafforzamento delle relazioni tra Italia e Grecia.

Un particolare rilievo assume il contributo dei due ex allievi inseriti nella sezione «La Scuola Ieri: Memoria, Identità e Testimonianze»: l’onorevole Sophia Voultepsi, membro del Parlamento ellenico, e Dimitris Belligiannis, console onorario generale di Grecia per Marche, Umbria e Abruzzo. Accanto a loro, il programma comprendeva l’intervento della presidente del COASIT [Comitato Assistenza Italiani] Cristiana Fagnoni.

Voultepsi, della quale le fonti biografiche ricordano anche il percorso da borsista della Scuola Italiana di Atene, rappresenta un legame tra l’esperienza scolastica e la vita pubblica greca. Belligiannis, ha mantenuto negli anni un rapporto con l’istituto, sostenendo occasioni di incontro educativo e culturale fra Italia e Grecia. Le loro testimonianze acquistano valore proprio in questa continuità: mostrano come l’appartenenza a una scuola possa accompagnare una persona oltre gli anni della formazione, riemergendo nei rapporti che costruisce e nelle responsabilità che assume.

Il ritorno di due ex allievi impegnati nella vita istituzionale permette inoltre di riflettere sul tempo lungo dell’educazione. Ciò che si apprende fra i banchi continua a operare nelle scelte successive, nel rapporto con le altre culture, nella capacità di ascoltare e di interpretare il mondo. Una lingua studiata durante l’infanzia o l’adolescenza può diventare, negli anni, uno spazio di familiarità e di fiducia: un legame che attraversa i confini e conserva la forza delle prime scoperte.

Agli allievi di oggi il programma riservava musica, letture, testi e coreografie, fino al «Medley Olimpico e Coreografia» conclusivo. La memoria della scuola trovava così interlocutori capaci di rielaborarla attraverso linguaggi differenti. Anche i momenti di convivialità, con il coinvolgimento del Comitato Genitori, e le interviste previste per il podcast scolastico e Italia Radiosa suggerivano una storia da condividere e da continuare a raccontare.

È in questa esperienza quotidiana che si comprende l’importanza delle scuole italiane all’estero. Parte del Sistema della Formazione Italiana nel Mondo, esse contribuiscono alla diffusione della lingua e della cultura italiana in una dimensione internazionale, dialogando con i contesti locali. Per le famiglie italiane costituiscono un riferimento educativo; per gli studenti di altre nazionalità aprono l’accesso a una lingua, a una tradizione culturale e a nuove possibilità di studio.

Ad Atene, tale funzione assume una particolare densità. Italiano e greco portano con sé patrimoni letterari, storici e civili che l’insegnamento rende disponibili alle nuove generazioni. Abitare due lingue significa imparare a riconoscere sfumature, a confrontare prospettive, a trovare parole per un’esperienza condivisa. La dimensione europea prende forma anche in questi gesti: leggere insieme, discutere un testo, ascoltare una voce che viene da un’altra storia.

La scuola diventa, in questo senso, un luogo nel quale l’appartenenza si costruisce attraverso la relazione. Per uno studente greco, incontrare la lingua italiana significa avvicinarsi a un patrimonio culturale e misurarsi con altri modi di esprimere il pensiero. Per uno studente italiano che cresce in Grecia, il dialogo con la lingua e con la società del Paese che lo accoglie arricchisce la propria formazione. La classe rende possibile questo incontro ogni giorno, attraverso il lavoro paziente degli insegnanti e la partecipazione delle famiglie.

L’adesione della Scuola Italiana di Atene alla rete ADASIM [Fondazione Dante Alighieri Scuole Italiane Nel Mondo], documentata dall’istituto nel 2024, amplia questo orizzonte. La Fondazione ADASIM, promossa dalla Società Dante Alighieri, mette in relazione realtà educative impegnate nell’insegnamento dell’italiano e in italiano, favorendo la condivisione delle esperienze e l’aggiornamento professionale.

L’appartenenza alla rete si traduce in attività concrete. Nel febbraio 2026 la scuola ateniese ha accolto docenti provenienti da Argentina e Cile per la fase B del tutoraggio linguistico ADASIM, mettendo a disposizione l’esperienza maturata nell’insegnamento in un contesto greco. Il dialogo fra Italia e Grecia entra così in una geografia educativa più ampia, nella quale la lingua italiana diventa occasione di cooperazione fra continenti.

Questi scambi consentono agli insegnanti di confrontare pratiche, domande e difficoltà, riconoscendo ciò che accomuna scuole geograficamente lontane. La circolazione delle esperienze arricchisce anche la comunità ateniese: porta nelle sue aule altre storie dell’italiano, altri contesti nei quali la lingua viene studiata, insegnata e vissuta. Il valore della rete emerge nella possibilità di apprendere reciprocamente e di dare continuità a questa collaborazione.

Celebrare settant’anni significa allora riconoscere il lavoro di chi ha reso possibile tale continuità: docenti, dirigenti, personale, famiglie e studenti. Il ritorno degli ex allievi e la voce dei ragazzi di oggi hanno dato alla ricorrenza il suo significato più profondo. Una scuola continua a vivere quando ciò che vi si è appreso diventa relazione, responsabilità e desiderio di conoscere.

 

L'autore

Giorgia Karvunaki
Giorgia Karvunaki è nata in Grecia, a Creta, a Canea. Ha studiato in Italia Lingua e cultura italiana per stranieri, Scienze Politiche - Indirizzo Internazionale, Insegnamento dell'italiano come LS, Sceneggiatura e in Grecia Traduzione  - Traduttologia. È membro associato e National Convener per la Grecia dal 2007 della Commissione internazionale per la storia delle istituzioni rappresentative e parlamentari (ICHRPI), Rappresentante accreditata del Nosside, Premio Internazionale di Poesia (Unesco) e Membro dell'International Theatre Institute (ITI). Vive ad Atene dove lavora come insegnate, traduttrice, promotrice culturale e ricercatrice storica. Le sue traduzioni, le sue interviste e i suoi articoli, sono stati pubblicati in riviste cartacee ed elettroniche in Grecia, in Italia e in Romania. Le sue traduzioni di opere teatrali sono state messe in scena in Grecia e in Italia. Nel 2018 è stata premiata dall'Istituto Italiano di cultura di Atene con il ‘Premio Luigi Pirandello’.