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ADASIM – Fondazione Dante Alighieri Scuole Italiane nel Mondo

Abitare una lingua – Da Atene al mondo

Durante le cerimonie per i settant’anni di attività della Scuola Italiana di Atene che si sono svolte il 1° e il 2° ottobre, ho avuto l’opportunità di incontrare Emilio Luzi, oggi Direttore Generale ADASIM [Fondazione Dante Alighieri Scuole Italiane nel Mondo]. Mi ha parlato della Fondazione, offrendo lo spunto per una riflessione sul significato della presenza educativa italiana all’estero e sulle possibilità che nascono dalla collaborazione fra scuole.

Sergio Mattarella ed Emilio Luzi

Il suo legame con Atene appartiene alla storia recente dell’istituto. Luzi ne è stato dirigente scolastico per nove anni, fino al 2023: un’esperienza che gli ha consentito di conoscere dall’interno la complessità di una comunità educativa nella quale la lingua italiana incontra percorsi familiari e appartenenze culturali differenti.

Durante il suo mandato gli è spettato l’amaro compito della chiusura della sezione greca, avvenuta al termine dell’anno scolastico 2014-2015 per il calo delle iscrizioni e le difficoltà economiche.

L’incontro, avvenuto nelle giornate dedicate alla memoria della scuola, invitava a interrogarsi anche sul futuro. Che cosa significa oggi educare in italiano nel mondo? Quale rapporto si stabilisce tra la trasmissione di una cultura e l’ascolto delle realtà che la accolgono?

L’esperienza delle scuole italiane all’estero permette di osservare queste domande nella concretezza della vita quotidiana. Una lingua prende forma nelle letture, nelle conversazioni, nelle difficoltà e nelle scoperte degli studenti. Attraverso di essa si acquisiscono conoscenze, ma si impara anche a riconoscere prospettive diverse e a dare espressione alla propria esperienza. L’appartenenza culturale si costruisce così attraverso una pratica continua di relazione.

In questo orizzonte si colloca ADASIM. Nata nel dicembre 2023 come associazione, per iniziativa della Società Dante Alighieri e di cinque scuole italiane all’estero, si è trasformata in Fondazione nel febbraio 2025. Riunisce oggi oltre sessanta scuole e promuove la condivisione delle esperienze di insegnamento dell’italiano e in italiano, l’aggiornamento professionale e la collaborazione educativa.

Il significato di questa rete risiede nella possibilità di dare continuità al confronto. Ogni scuola opera in un contesto specifico, con esigenze linguistiche, sociali e formative proprie. Mettere in relazione tali esperienze consente di riconoscerne le particolarità e, insieme, di individuare questioni comuni. La formazione dei docenti diventa allora un luogo essenziale di questo lavoro: ciò che viene condiviso fra insegnanti può tradursi in nuove opportunità per gli studenti.

La Scuola Italiana di Atene partecipa a questo percorso. Nel febbraio 2026 ha accolto docenti provenienti da Argentina e Cile nell’ambito del tutoraggio linguistico promosso dalla Fondazione. La distanza geografica si è trasformata, in quella occasione, in possibilità di incontro e di apprendimento reciproco.

Ad Atene, il rapporto fra lingua ed educazione acquista una risonanza particolare. La presenza della scuola italiana si inserisce nel dialogo culturale fra Grecia e Italia, un dialogo che continua a svilupparsi attraverso il lavoro degli insegnanti e le esperienze delle nuove generazioni. È nelle aule che questo legame trova una delle sue forme più concrete, affidato alla pazienza dello studio e alla quotidianità delle relazioni.

La conversazione con Emilio Luzi mi ha offerto l’occasione per guardare la storia della scuola entro una prospettiva più ampia. I settant’anni celebrati ad Atene rappresentano un patrimonio umano ed educativo la cui continuità richiede attenzione, competenza e capacità di cooperazione. Il ruolo della Fondazione può essere compreso proprio a partire da questa esigenza: sostenere chi ogni giorno rende possibile l’incontro con la lingua italiana.

Una cultura continua a vivere attraverso le persone che la fanno propria e la mettono in dialogo con altre esperienze. Nelle scuole italiane nel mondo, questa possibilità si rinnova ogni volta che una parola viene compresa, una domanda trova spazio, una conoscenza diventa occasione di confronto. È in questi gesti quotidiani che la trasmissione del sapere assume il valore di una responsabilità condivisa.

L'autore

Giorgia Karvunaki
Giorgia Karvunaki è nata in Grecia, a Creta, a Canea. Ha studiato in Italia Lingua e cultura italiana per stranieri, Scienze Politiche - Indirizzo Internazionale, Insegnamento dell'italiano come LS, Sceneggiatura e in Grecia Traduzione  - Traduttologia. È membro associato e National Convener per la Grecia dal 2007 della Commissione internazionale per la storia delle istituzioni rappresentative e parlamentari (ICHRPI), Rappresentante accreditata del Nosside, Premio Internazionale di Poesia (Unesco) e Membro dell'International Theatre Institute (ITI). Vive ad Atene dove lavora come insegnate, traduttrice, promotrice culturale e ricercatrice storica. Le sue traduzioni, le sue interviste e i suoi articoli, sono stati pubblicati in riviste cartacee ed elettroniche in Grecia, in Italia e in Romania. Le sue traduzioni di opere teatrali sono state messe in scena in Grecia e in Italia. Nel 2018 è stata premiata dall'Istituto Italiano di cultura di Atene con il ‘Premio Luigi Pirandello’.