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Flush o dell’amore

Nel 1931, a 49 anni, Virginia Woolf compose Le onde, la sua opera più complessa, in cui non vi era più una trama ma solo i pensieri di sei personaggi e nella quale completava la sua coraggiosa sperimentazione letteraria iniziata con La stanza di Jacob (1922), Mrs Dalloway (1925), Gita al faro (1927), Orlando (1928).

La stanza di Jacob era il primo romanzo con cui ella aveva abbandonato uno stile classico per un altro in cui erano essenziali gli stati d’animo, le sensazioni, i pensieri, i ricordi più che la trama, i fatti e le azioni. Questo stile o modo, che Virginia Woolf stessa non definì mai un “metodo” in quanto era scaturito spontaneamente da lei, dopo una lunga, estenuante ricerca, venne così denominato dal critico letterario e psicologo William James, fratello del celebre scrittore anglo-americano Henry James, che lo chiamò stream of consciousness (“flusso di coscienza”).

Era qualcosa di radicalmente nuovo che faceva tabula rasa di tutta la letteratura precedente e in cui emergeva la frammentarietà dell’essere umano difronte alla modernità e al nuovo secolo. Kandinsky aveva “inventato” la pittura astratta, Picasso il cubismo, Schönberg la musica atonale: l’artista del XX secolo era alla ricerca di nuove forme per esprimere la sua anima e l’angoscia di un secolo colmo di speranze e di grandi dolori, un secolo in cui la lotta tra civiltà e barbarie, socialismo e fascismo, umanesimo e spietato sfruttamento del lavoro sarebbe diventata più che cruenta, con due terrificanti guerre mondiali.

Anche Marcel Proust, “recluso” nel suo appartamento parigino, aveva scoperto qualcosa di affine, nel suo capolavoro Alla ricerca del tempo perduto, edito tra l’inizio del Novecento e gli anni Venti, e così il dublinese James Joyce in Ulisse, dove però non vi era più una connessione logica tra le frasi.

Nel 1933 Virginia Woolf compose invece quella che definì un divertissement: Flush, che viene considerata un’opera minore della scrittrice senza, a mio parere, esserlo. Qualche anno prima Vita Sackville – West, sua ex compagna e poi grande amica, aveva regalato a Virginia e Leonard Woolf un cocker spaniel, di nome Pinkus, e Flush è propria la storia di un altro cocker spaniel realmente esistito: Flush è un cocker nato nel 1842 nella casa di campagna di Miss Mary Mitford, scrittrice inglese allora nota ma spesso al verde, amica della poetessa Elisabeth Barrett. Flush vive i primi mesi in campagna, felice e libero, finché la buona Miss Mary non lo dona all’amica che vive “reclusa” nella casa paterna londinese. A casa Barrett, a Wimpole Street, regnano il lusso e gli agi, vi sono ingombranti mobili e sfarzosi tappeti, oggetti indiani e specchiere dorate, ma la vita non è felice per Elisabeth, che ha circa quarant’anni.

Poetessa famosa è reduce da una brutta caduta da cavallo nonché da un grave lutto che le hanno procurato una malattia (non sappiamo quale fosse). La casa con il tirannico padre e i nove fratelli – tra cui spicca la sorella Arabella – e la governante, Miss Wilson, è una prigione dorata. Tra la melanconica Elisabeth e il piccolo Flush nasce un grande amore. Per lei l’avventuroso Flush rinuncia alla libertà e trascorre interminabili inverni nebbiosi e assolate estati cittadine nella stanza dove la poetessa, distesa su un’ottomana, scrive assiduamente. L’empatia tra Elisabeth e Flush è completa, finché non giunge una lettera le cui prime parole sono “Cara Miss Barrett, amo le sue poesie con tutto il mio cuore”. Flush comprende subito, con il suo istinto canino, che quella lettera è diversa dalle altre. Poi ne giungono altre, e, un giorno, arriva lo scrittore di quelle lettere: il poeta Robert Browning, giovane, intelligente, avvenente. Flush ascolta le appassionate conversazioni letterarie tra i due e cova un’immensa gelosia, tanto da morsicare un giorno il poeta. Con estrema delicatezza Virginia narra come l’amore cambi le persone: Elisabeth trova il coraggio di fronteggiare la sua malattia e il padre che si oppone in tutti i modi al loro matrimonio e fugge con l’amato Robert a Firenze, naturalmente insieme a Flush. Pare una fiaba, e invece è una storia vera. Tutti i personaggi sono esistiti.

Virginia li tratteggia con molta chiarezza, non vi è nulla di retorico o di melenso, in questo libro, che parla dell’amore di un cane verso una giovane donna e viceversa, e poi dell’amore di questa donna per un uomo più giovane di lei e viceversa. Il libro è anche un atto d’amore verso Londra, magistralmente descritta nella metà Ottocento.

Il vero Flush morì ormai anziano a Firenze in data sconosciuta. Elisabeth Barrett Browning, autrice di molte opere di grande importanza tra cui Poems del 1844, Sonnets from the portuguese (1850), dedicati a Robert, e del bel poema Aurora Leigh (1857) visse molti anni a Firenze in una casa oggi Museo, Casa Guidi, ebbe un figlio e morì nel 1861, dopo aver parteggiato per i garibaldini e i moti risorgimentali.

Il libro che Virginia Woolf definì, con la sua usuale modestia, un “divertimento” e nulla più, era invece una straordinaria opera sulla forza rivoluzionaria dell’amore.

 

L'autore

Lavinia Capogna
Lavinia Capogna è una scrittrice, poeta e regista. È figlia del regista Sergio Capogna e di Giuliana Scappino, produttrice cinematografica. Ha pubblicato finora otto libri: "Un navigante senza bussola e senza stelle" (poesie); "Pensieri cristallini" (poesie); "La nostalgia delle 6 del mattino" (poesie); "In questi giorni UFO volano sul New Jersey" (poesie), "Storie fatte di niente", (racconti), che è stato tradotto e pubblicato anche in Francia con il titolo “Histoires pour rien” ; il romanzo "Il giovane senza nome" e il saggio "Pagine sparse – Studi letterari" e "Poesie 1982 - 2025". Ha scritto 200 articoli su temi letterari e cinematografici e fatto traduzioni dal francese, inglese e tedesco. Ha studiato sceneggiatura con Ugo Pirro e scritto tre sceneggiature cinematografiche e realizzato come regista il film "La lampada di Wood" che ha partecipato al premio David di Donatello, il mediometraggio "Ciao, Francesca" e alcuni documentari tra Londra e Zurigo. Collabora con le riviste letterarie Insula Europea, Il Randagio e un paio website. Da circa vent’anni ha una malattia che le ha procurato invalidità.