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La ribelle George Sand

Studiando la vita di George Sand la prima cosa che viene in mente è che sembra una ragazza del 1975 catapultata nel 1830, il tempo della sua gioventù. I suoi amori, tra cui spiccano per celebrità Fryderyk Chopin e Alfred de Musset, la sua vita spregiudicata e libertaria hanno avuto il sopravvento nell’immaginario collettivo sulla sua opera letteraria. Era una scrittrice di talento, una lavoratrice indefessa che trascorreva gran parte della notte scrivendo alla luce del lume a petrolio del suo studio. Aveva una fantasia inesauribile, poteva anche scrivere una quindicina di pagine ogni notte nella sua bella e lineare calligrafia, cosa che aveva suscitato l’ammirazione del suo grande amico Gustave Flaubert che invece centellinava ogni parola e rifletteva su ogni frase nei suoi manoscritti. Un altro suo grande amico, Balzac, anche lui estremamente prolifico come scrittore e geniale inventore di trame e di caratteri, le diede, quando lei era agli esordi letterari, alcuni utili consigli professionali. Ella debuttò a 25 anni con il bel romanzo Indiana, e il suo successo fu immediato.

Il suo vero nome era Aurore Dupin e scelse il nome d’arte di George Sand, ispirato a quello del suo compagno Julien Sandeau, anche perché nella prima parte dell’Ottocento le donne scrittrici erano malviste. Esse erano spesso costrette o a scomparire nel nulla, scrivendo libri senza il loro nome stampato sulla copertina, oppure a celarsi sotto un nome d’arte maschile socialmente accettabile. George Sand era nata nel 1807 in una famiglia molto singolare socialmente: sua nonna era un’aristocratica figlia del figlio illegittimo del re di Polonia imparentata anche con i reali di Francia. Era una di quelle signore aristocratiche Settecentesche dalla mentalità aperta che in gioventù avevano letto le opere di Voltaire, Rousseau, Diderot e D’Alambert. Suo padre era un importante militare deceduto prematuramente a causa di una caduta da cavallo, sua madre era invece una donna proveniente da una famiglia povera. George Sand crebbe in parte nella grande casa di Nohant (oggi Nohant – Vic) che fu poi la sua residenza, eccetto per gli anni che trascorse a Parigi. Nohant è una bellissima cittadina nel Berry, una zona verdeggiante, con antiche case di pietra e piccoli caffè all’ombra dei tigli. La casa di George Sand è una grande villa, oggi museo, arredata con bei mobili ma non eccessivamente sfarzosi, alle pareti del salone risalta un ritratto giovanile della scrittrice: una piacevole ragazza con i capelli castani, un’aria intelligente ed intensa. La sua infanzia non fu particolarmente felice perché venne spesso ignorata dalla madre, che George Sand amava molto come emerge dai suoi “Diari”, e relegata in un convento. Adolescente decise di diventare suora, il che fu subito malvisto da sua nonna, la quale aveva ereditato un certo anticlericalismo dai filosofi Illuministi, tanto che la andò a prendere e la riportò nella grande casa di Nohant. George Sand invece rimase cristiana sempre avversata dai bigotti.

A 18 anni si innamorò di un coetaneo, l’avvenente Casimir Dudevant, un aristocratico al verde, e dovette ingaggiare una vera e propria battaglia familiare per poterlo sposare. Nonostante ciò, Casimir si rivelò deludente, non avevano grandi interessi in comune, era alcolizzato, fu piuttosto infedele e la loro vita intima infelice. Ebbero due figli, Maurice e Solange, anche se alcuni biografi ritengono, a seguito del ritrovamento di alcune lettere, che Solange fosse figlia di un poeta amante della scrittrice, quando ella era già profondamente delusa dalle infedeltà di Casimir. Egli arrivò, da ubriaco, a minacciarla con un coltello davanti ad alcuni commensali. George Sand lo lasciò e a quel tempo, il 1832, era un grande scandalo che una moglie lasciasse il marito e i figli. In realtà George Sand fu una madre molto premurosa, lasciò perfino a suo marito tutte le sue ingenti sostanze, eccetto una cifra modesta con cui vivere a Parigi, e raggiunse un accordo per condividere la custodia dei figli part-time. Nello stesso anno osò scrivere un bel romanzo, Lélia, su una donna infelice con il marito. Il romanzo ebbe un grande successo.

Per comprendere la portata della rivoluzione culturale di George Sand, di cui parleremo tra breve, bisogna dare un breve sguardo alla condizione femminile nel 1800: le classi sociali erano tre, l’aristocrazia, la nascente borghesia, il proletariato. La maggior parte delle donne dell’epoca, così come la maggior parte degli uomini, erano analfabete. Erano poche le donne che avevano una istruzione privata in collegi o istituti religiosi o con un precettore. Le aristocratiche vivevano in un mondo privilegiato ma anche spesso soffocante. Le borghesi potevano aspirare ad un posto di istitutrici come Charlotte Brontë. Solamente le popolane potevano lavorare facendo lavori estremamente mal pagati e sfruttati: lavandaie, cameriere, ricamatrici, ostesse, infermiere, che era un lavoro mal visto perché al fronte con i soldati. C’erano poi le cortigiane, il cui esempio più realistico è Valérie ne La cugina Bette di Balzac, piccola borghese che manda in rovina i suoi ricchissimi e dissoluti amanti, o Nanà di Zola che fa altrettanto. Nell’ultimo gradino sociale c’erano le prostitute che spesso si ritrovano nei capolavori del 1800 come I Miserabili di Victor Hugo, Oliver Twist di Charles Dickens, Resurrezione di Lev Tolstoj, e infine l’indimenticabile, innocente Sonia di Delitto e castigo di Dostoevskij. Le donne erano soggette all’autorità dei padri o in mancanza di essi di un fratello maggiore e poi del marito. Non potevano votare laddove era possibile solo agli uomini di censo elevato, non potevano accedere alla maggior parte delle professioni: era impossibile per una donna essere un medico o un avvocato. Moltissime donne facevano una vita molto ritirata tra la chiesa e la casa paterna come si legge nel capolavoro di Balzac, Eugénie Grandet. Avevano molti figli perché non esisteva nessun metodo anticoncezionale, anche dieci o di più, la mortalità per parto era molto elevata e anche la mortalità infantile. Non esistevano medicine, eccettuato alcuni intrugli che spesso erano venduti dai farmacisti o addirittura sotto forma di sciroppi o pastiglie da venditori ambulanti. Il matrimonio era l’unico obiettivo della vita delle donne. La vita media era molto più breve di adesso causa appunto delle non conoscenze mediche e delle drammatiche condizioni sociali ed igieniche. I matrimoni avvenivano per le ragazze attorno ai 18, 20 anni, a 25 una ragazza era già considerata troppo adulta ed era escluso che un uomo chiedesse la sua mano. Invece per gli uomini l’età media del matrimonio era dopo la trentina. Dopo i 40 anni si era considerati anziani. Naturalmente c’erano matrimoni che nascevano da autentici amori, ma la maggior parte erano il risultato di accordi economici e sociali.

George Sand si ribellò a tutto ciò con la sua vita e con le sue opere, sostenne che le donne dovevano poter scegliere la propria vita, il proprio lavoro e seguire i loro sentimenti autentici. Proprio quando George Sand lasciò il marito e si trasferì a Parigi verso il 1832 a 28 anni, incominciando a frequentare una cerchia di bohémien e socialisti, poté trovare il suo vero io e realizzare sé stessa. Parigi era allora molto diversa da quella di oggi, era una città in cui c’erano ancora molti spazi verdi, giardini, orti con cespugli di rose o profumati rododendri che spuntavano all’improvviso nelle ripide strade strette del quartiere Latino o di Montmartre, piccole botteghe con insegne o con scritte armoniose sulle vetrine, non esistevano i grandi boulevards che furono costruiti tempo dopo dall’architetto Haussmann, le case avevano scale strette e soffitte con abbaini che si affacciavano sui tetti ardesia turchini. Molti ristoranti e teatri erano vietati alle donne. Anche per questo motivo George Sand iniziò ad usare abiti maschili. L’altro motivo era che lei voleva affermare la sua libertà in ogni modo. Gli abiti femminili del tempo erano molto ingombranti e scomodi composti da busti, gonne strette alla vita, crinoline. Una graziosa stampa dell’epoca ritrae George Sand a passeggio con un amico. Ella indossa una redingote, che era una giacca svolazzante per così dire, un gilet, un’elegante cravatta, dei larghi pantaloni e degli stivaletti di vernice. Scambiata per un gentiluomo ella poteva tranquillamente frequentare i luoghi proibiti alle donne. Inoltre, iniziò a fumare sigarette e a volte il sigaro. Il fumo era una moda del tutto impensabile per una donna di allora.

I nuovi amici di George Sand erano ragazzi e ragazze parigini, anticonformisti, artisti, le ragazze non erano trattate dai loro amici come inferiori o come oggetti sessuali ma da pari a pari, essi aderivano al socialismo, una nuova idea sociale nata proprio con la rivoluzione industriale. Durante la vita di George Sand scoppiarono tre rivoluzioni in Francia: nel 1830, nel 1848 e nel 1870. Nel 1848 quando la rivoluzione scosse non solo la Francia ma l’Europa intera George Sand ebbe l’incarico nel governo rivoluzionario di ministro della propaganda lavorando insieme al poeta Lamartine, e scrisse alcuni proclami che ebbero grande risonanza. Ella fu anche amica di un famoso politico socialista, Louis Blanc.

George Sand scrittrice, socialista e femminista, seguace del libero amore e bisessuale, come vedremo, non poteva perciò essere immune da una violenta critica dei reazionari. Le sue opere letterarie sono poco conosciute in Italia perché vennero messe all’indice dalla Chiesa cattolica e sono state pubblicate con immenso ritardo. In Francia ella venne sempre attaccata e non potendo criticare i suoi libri di grande successo, se la presero, utilizzando un metodo ancora oggi in uso, con la sua vita privata. In realtà George Sand aveva dei valori morali più alti della media delle persone. Venne perfino coniato un neologismo che ebbe un certo successo “georgesandismo”, esso si riferiva a lei in modo sprezzante e indicava una donna dissoluta e ribelle. Venne usato in Francia ma anche in Inghilterra, in Italia e persino in Russia.

Gli amori di George Sand rappresentarono un gossip che si leggeva sempre sui mediocri giornali parigini. Il suo amico Balzac parlò di lei in modo molto diverso in una lettera privata inviata alla sua futura moglie, madame Hanska, da come era descritta nei giornali parigini: “In materia di morale (George) è come un ragazzo (Balzac usa il maschile) di vent’anni fondamentalmente casto, decisamente prudente e sorprendentemente timido”. Grande scandalo suscitò la relazione sentimentale tra George Sand e la famosa attrice teatrale Marie Dorval, che emerge chiaramente dal loro carteggio e che fu conosciuta anche all’epoca. Le lettere di George Sand a Marie Dorval sono poetiche e delicate. La chiamava “angelo del mattino”. Il compagno di Marie Dorval, il poeta Alfred de Vigny, intimò minacciosamente in una lettera all’attrice di lasciare “quella dannata lesbica”, cioè George Sand. L’amore tra George Sand e Marie Dorval divenne poi una grande amicizia; dopo la morte dell’attrice, George Sand sostenne finanziariamente i figli di Marie pagando loro gli studi e per molti anni essi furono ospiti l’estate nella sua bella casa di Nohant. Non si sa se George Sand abbia avuto anche una relazione sentimentale con Marie d’Agoult come venne sospettato nel gran mondo parigino. Marie d’Agoult era una aristocratica, compagna del celebre compositore e virtuoso pianista tedesco Franz Liszt. Ella scriveva anche dei romanzi con lo pseudonimo maschile Daniel Stern.

George Sand era una grande amica di entrambi, Marie D’Agoult trascorse una felice estate nella casa di Nohant insieme a George Sand, la scrittrice ebbe parole di grande ammirazione verso di lei. Nei suoi “Diari” scrisse che Marie D’Agoult era di una “bellezza accecante”: ella era bionda con gli occhi azzurri. Ma poi la loro amicizia si ruppe e si trasformò in una grande inimicizia. Nessuno seppe mai il motivo. La voce che girò nel mondo degli artisti parigini fu che ci fosse stata fra le due donne una relazione sentimentale e che la rottura fosse avvenuta perché Marie D’Agoult si sarebbe rifiutata di lasciare Franz Liszt, ma sono ipotesi non supportate da nessun documento storico.

I due amori maschili più celebri di George Sand furono il poeta e commediografo Alfred De Musset e il grande compositore polacco Fryderyk Chopin. De Musset era un bel ragazzo di buona famiglia, pieno di talento, conosciuto per la sua passione per il vino e per le sue molte relazioni sentimentali. Soffriva di grandi problemi psicologici: aveva infatti allucinazioni. George Sand, come è stato evidenziato dai suoi migliori biografi, aveva un atteggiamento materno e protettivo verso i suoi compagni di solito giovani vulnerabili e di talento, un lato tipico, secondo la moderna psicologia, delle donne che hanno avuto un’infanzia infelice. Nel tentativo di aiutare De Musset, nel 1834 ella gli propose un viaggio a Venezia. Durante il viaggio, allora molto avventuroso, sia in carrozza sia in nave per raggiungere da Parigi la Serenissima, incontrarono uno scrittore allora misconosciuto, Stendhal. Il viaggio si rivelò un disastro. Non solo De Musset ebbe un grande peggioramento, fu infedele e una notte giunse anche a dirle, rabbiosamente, e, senza nessuna considerazione del fatto che l’avrebbe ferita, che non era mai stato innamorato di lei. Questa fu la fine della loro relazione anche se non della loro amicizia che tempo dopo riprese in toni più pacati.

A Venezia George Sand iniziò una importante relazione con un medico, Pietro Pagello, che aveva chiamato nel tentativo di aiutare De Musset in preda alle sue allucinazioni. Pagello era un uomo completamente diverso dal poeta, pacato ed empatico e riuscì ad ottenere qualche risultato in rapporto alla salute di De Musset con le sue cure assidue. Perfino il bel mondo parigino si scandalizzò che George Sand che era partita per Venezia con De Musset fosse ritornata con il dottor Pagello. Invece l’amore con Fryderyk Chopin durò ben 9 anni. Nel 2020 uno studioso svizzero, Moritz Weber, ha ipotizzato che Chopin fosse omosessuale, sulla base di alcune frasi presenti in lettere a un caro amico, abbastanza inequivocabili e, detto per inciso, questa ipotesi è stata male accolta in Polonia. L’amore tra George Sand e Chopin che ha fatto versare fiumi d’inchiostro sembra essere stata in realtà più un’amicizia romantica che un amore. Anche verso Chopin George Sand ebbe un atteggiamento molto protettivo. Per far migliorare la tubercolosi di cui soffriva (e che avrebbe contribuito alla sua morte precoce a soli 39 anni), lo condusse nell’isola di Palma de Maiorca in Spagna. Maiorca era allora un’isola selvaggia e non ancora scoperta dai turisti. Anche questo soggiorno si rivelò però difficile a causa degli uragani e della situazione emotiva e fisica di Chopin, che, nonostante ciò, compose alcuni dei suoi brani più belli. Essi vissero insieme anche alcuni anni a Parigi ma la loro amicizia romantica si disintegrò nel 1848 a causa delle cattive parole di Solange, la figlia di George Sand, che si inventò delle bugie sulla sua famiglia, che fecero allontanare il musicista dalla sua grande amica. Sembra che Solange fosse un carattere maligno, molto ostile alla madre e facile a inventare pesanti menzogne per ottenere i suoi scopi. George Sand ebbe anche nel corso della sua vita una relazione, in verità durata solo una tempestosa settimana, con lo scrittore Prosper Mérimée e un’altra con il pittore Louis Delacroix. Nel 1855 una tragedia colpì George Sand, morì Jeanne, una sua nipote di soli due anni. Fu certamente il più grande dolore della scrittrice. Per molti giorni ella non volle vedere nessuno e si rinchiuse nella sua stanza. Suo figlio Maurice temette per la sua vita, ma ella lentamente si riprese e tempo dopo compose un libro, Jeanne, in cui raccontò la storia della nipote. Spesso i suoi libri trattavano la vita di alcune donne come il già citato Lélia, Lucrezia Floriani, Lavinia, scritti in uno stile poetico e suadente, oppure temi campestri come in La piccola Fadette, La palude del diavolo o François Le Champi, che sarebbe stato anche citato da Marcel Proust in Alla ricerca del tempo perduto. Balzac si era invece ispirato a lei per creare il personaggio della buona Camille Maupin nel suo romanzo Beatrix nel 1839. George Sand mori l’8 giugno del 1876 un mese prima del suo 72esimo compleanno che sarebbe stato il I° luglio a causa di una non ben precisata malattia di stomaco, probabilmente un tumore, che le procurava lancinanti dolori. Qualche ora prima di morire, ella chiese che il suo letto venisse spostato in modo da poter vedere la luce dell’alba. Un ultimo atto di amore verso la vita.

 

L'autore

Lavinia Capogna
Lavinia Capogna è una scrittrice, poeta e regista. È figlia del regista Sergio Capogna e di Giuliana Scappino, produttrice cinematografica. Ha pubblicato finora otto libri: "Un navigante senza bussola e senza stelle" (poesie); "Pensieri cristallini" (poesie); "La nostalgia delle 6 del mattino" (poesie); "In questi giorni UFO volano sul New Jersey" (poesie), "Storie fatte di niente", (racconti), che è stato tradotto e pubblicato anche in Francia con il titolo “Histoires pour rien” ; il romanzo "Il giovane senza nome" e il saggio "Pagine sparse – Studi letterari" e "Poesie 1982 - 2025". Ha scritto 200 articoli su temi letterari e cinematografici e fatto traduzioni dal francese, inglese e tedesco. Ha studiato sceneggiatura con Ugo Pirro e scritto tre sceneggiature cinematografiche e realizzato come regista il film "La lampada di Wood" che ha partecipato al premio David di Donatello, il mediometraggio "Ciao, Francesca" e alcuni documentari tra Londra e Zurigo. Collabora con le riviste letterarie Insula Europea, Il Randagio e un paio website. Da circa vent’anni ha una malattia che le ha procurato invalidità.