avvenimenti · In primo piano

Numeri & Carezze. Dialogo con Roberto Gramiccia

Al Lavotoio Contumaciale di Roma, splendido spazio curato da Grazia Menna, è in corso la doppia personale di Caterina Ciuffetelli e Paolo Di Nozzi, uniti nel solco di un personalissimo equilibrio tra Numeri & Carezze. Il curatore della mostra è Roberto Gramiccia, medico e critico d’arte.

Dottor Gramiccia, anzitutto il titolo: da dove nasce questo accostamento potremmo dire “sensoriale”?

Il titolo è volutamente atipico e bizzarro. Ad essere sinceri i titoli delle mostre di arte contemporanea sono spesso noiosi e ripetitivi. Ho voluto reagire a questo destino, come faccio quasi sempre nei miei titoli. Il senso di esso, tuttavia, è chiaro. Si tratta dell’aspirazione a fare i conti con quella totalità che il senso comune post-contemporaneo ignora, nasconde, demolisce. Intendo dire che i numeri che rappresentano la certezza matematica e calcolante – l’esprit de geometrie per intendersi – non devono essere separati dalle carezze, da quell’universo caldo e catartico, cioè, che non allude solo alla sfera erotica ma anche a quella della conoscenza intuitiva: l’esprit de finesse. Separare questi due ambiti è un “reato” che viene perpetrato quotidianamente. Un reato che gli artisti che ho scelto per questa mostra non solo non commettano ma condannano intrinsecamente con il proprio lavoro che si nutre, insieme, di emozioni e di ragione e parla con il cuore e con la mente. Un valore aggiunto, inoltre, è rappresentato dalla sorprendete armonia che deriva dall’accostare gli esiti della ricerca di entrambi. Chi ne volesse la prova non ha che venire a visitare questa bellissima mostra.

Caterina Ciuffetelli e Paolo Di Nozzi, due artisti diversi ma complementari: come è nata l’idea di accostarli?

Come ho già detto, seppure con modalità diverse, il poverismo barocco delle sculture di Paolo di Nozzi e la geometria dei sentimenti delle opere bidimensionali di Caterina Ciuffetelli ispirano e dimostrano l’assunto custodito nel titolo della mostra. Lo fanno con la sapienza che è frutto di una lunga ricerca venuta a maturazione in entrambi, a cui si aggiunge una singolare e fortunata sintonia. Essa fa sì – non capita spesso in arte – che le loro opere si “rafforzino” stando vicine; interagiscano cioè non solo con lo spazio ma anche fra di loro, generando un “di più” di grande valore estetico e conoscitivo.

Uno sguardo allo spazio: il Lavatoio Contumaciale sembra nato per ospitare un’esposizione così armonicamente organizzata…

Lei dice bene: sembra nato per ospitare queste opere che, come lo spazio che le ospita, sono essenziali e antigraziose ma insieme solenni e definitive. Le suggestioni che questo spazio racchiude ed esprime sono il frutto di armonie minimaliste evocate dal grande Costantino Dardi e dalla lunga storia che impregna le pareti di un luogo carico di storia e di umanità. 

E i prossimi progetti? Può raccontarci qualcosa?

Posso parlare della prossima grande mostra ideata e curata per l’ANPI nazionale in occasione dell’ottantesimo anniversario della liberazione dal nazifascismo. Quaranta artisti, da me selezionati, presenteranno un lavoro a tema per celebrare una data di importanza capitale nella storia del nostro paese che nelle lotta di liberazione partigiana ritrova le sue radici materiali e spirituali. La mostra prenderà un titolo di obbligata semplicità ma anche di potenza universale: Ottanta volte Bella ciao! e si inaugurerà presso La Vaccheria di Roma il prossimo 23 aprile.

 

 

 

 

L'autore

Costanza Pulsoni
Amante della lettura ed economista per professione. Nuotando alterna lo stile libero e la rana, ma non ama giocare a carte.