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Bianca Fochessati (Siena, 1894 – Milano, 1983)

Su Bianca Clerici Messina, interlocutrice di rilievo di Eugenio Montale negli anni a ridosso della pubblicazione di Ossi di seppia (ed. Gobetti, 1925), sappiamo veramente molto poco. Oltre ad essere stata musa di Montale, Bianca è anche il soggetto di diverse opere di Francesco Messina, lo scultore siciliano che conobbe e frequentò a Genova in quegli stessi anni ’20. Più giovane di Bianca di quindici anni, Messina sarà prima suo amante, poi marito quindi compagno di una vita trascorsa perlopiù all’ombra del grande artista.

Per restituirle almeno in parte ciò che è suo, sarà allora utile iniziare dal nome di battesimo che era, all’anagrafe, Bianca Anna Maria Fochessati, nata a Siena il 5 novembre del 1894, ultima di tre fratelli. Il padre Alessandro, di origini mantovane, è medico mentre la madre, Teresa Muttis, ha origini torinesi. Al seguito del padre, la famiglia si trasferisce molto presto da Siena a Bologna dove Bianca è istruita dal padre. Poi, a luglio del 1909, ottiene la Licenza presso la Scuola Tecnica Femminile intitolata alla scultrice bolognese “Properzia de’ Rossi”.

Il legame di Bianca con le arti figurative è dunque fin dall’inizio del tutto personale e concreto poiché, dopo aver ottenuto il diploma, si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Il 13 novembre del 1909 sostiene e supera con la votazione “sette” gli esami di ammissione al terzo anno dell’Accademia poi, negli anni a seguire, frequenta e supera con successo i tutti i corsi e gli esami: pittura, ornato, architettura, prospettiva e figura con la media dell’otto e mezzo. Il terzo anno raggiunge voti ancora più sorprendenti con due dieci in Anatomia e in Storia dell’arte.

Il percorso di studio si interrompe bruscamente nell’estate del 1913 quando, dovendo sostenere l’esame di abilitazione per l’insegnamento del disegno, Bianca – pur avendo fatto istanza al Ministero – non si presenta. L’archivio storico dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, che conserva il suo fascicolo, non registra la sua presenza all’esame di abilitazione che si sarebbe dovuto svolgere a ottobre del 1913.

La causa dell’interruzione è forse l’ennesimo trasferimento della famiglia da Bologna a Mestre; o forse il fidanzamento di Bianca con un ricco commerciante di carboni originario di Valenza, Giuseppe Luigi Alfonso Clerici, più grande di dodici anni.

I due si sposano a Genova, dove vivranno, il 12 giugno del 1915: Giuseppe Clerici aveva all’epoca trentadue anni mentre Bianca ne aveva venti.

Sappiamo che Genova non le piaceva, ma soprattutto che la donna non sopportava la vita coniugale con un uomo che non aveva avuto il tempo di conoscere e che non amava. Dalla loro unione nacque la figlia Paola, ma da quel momento la convivenza, apparentemente pacifica, diventò drammatica.

Nel 1922 Bianca conosce Francesco Messina durante una serata al Politeama Genovese. I due intrecciano quasi subito una relazione clandestina della quale l’amico comune Montale fu testimone inconsapevole. Tra il 1922 e il 1925 dunque, Bianca frequenta Messina insieme con un nutrito gruppo di amici e di amiche tra i quali bisogna ricordare, oltre a Montale, almeno Esterina Rossi, la dedicataria di Falsetto. Non abbiamo al momento notizia della presenza di tele di Bianca Fochessati in collezioni pubbliche o private. Sappiamo però che partecipò con tre opere alla LXXVII Esposizione della Società Promotrice di Belle Arti di Genova che si svolse in quella città ad aprile-maggio del 1929 nel Ridotto del Teatro Carlo Felice: Natura morta, Paesaggio, Crisantemi (nn. 62-63-64, p. 14 del Catalogo). Nell’indice alfabetico dei partecipanti alla mostra, Bianca indica come domicilio «Genova, via Gambaro, 6» (ivi, p. 46).

Poi, alla fine degli anni Venti, ottenuto il divorzio da Clerici, Bianca sposerà Messina. Con lui si trasferisce a Milano dove vivrà fino al 10 agosto del 1983, data della morte.

Bibliografia:

-Eugenio Montale, Lettere e poesie a Bianca e Francesco Messina, a cura di Laura Barile, Libri Scheiwiller, Milano, 1995.

-Archivio storico dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, Fascicolo n. 832, “Bianca Fochessati”.

-Archivio storico del Comune di Genova, Registro degli Atti di Matrimonio parte I, 1915, n. 408.

Società per le Belle Arti in Genova. Catalogo della LXVII Esposizione. Aprile-Maggio 1929, Arti Grafiche Schenone, Genova, 1929.

L'autore

Monica Schettino
Monica Schettino
Monica Schettino è laureata in Lettere moderne all’Università di Torino con una tesi in Letteratura greca, ha ottenuto il titolo di Dottore di ricerca in Italianistica presso l’Università di Urbino “Carlo Bo” con una ricerca sulla Scapigliatura piemontese, in seguito pubblicata nel volume Achille Giovanni Cagna - Giovanni Faldella, Un incontro scapigliato: carteggio 1876-1927 (Interlinea, 2008). Ha collaborato come docente a contratto con l’Università del Piemonte orientale e poi con l’Università di Torino. Per l’Istituto storico per la storia della Resistenza di Varallo Sesia ha curato l’edizione dell’autobiografia di Anna Marengo, Una storia non ancora finita, (2014) mentre nel 2023 ha pubblicato sulla rivista «l’impegno» uno studio sul giovane poeta e resistente Ferdinando Giolli e la sua collaborazione con l'editore milanese Rosa e Ballo. Nel 2021 e nel 2023 ha partecipato alla Biennale "Piemonte e Letteratura" organizzata dalla Fondazione Palmisano di S. Salvatore M.to occupandosi di Achille Giovanni Cagna e dell'editoria vercellese nel Novecento. Dal 2022, presso l'Università di Friburgo (CH) e con la direzione del prof. Genetelli, si dedica allo studio dello scrittore e drammaturgo Cesare Lodovici sul quale ha pubblicato due saggi e un capitolo introduttivo nel volume: Cesare Vico Lodovici: un anglista del Novecento (2023). Nel 2025 ha pubblicato un piccolo inedito di Giovanni Faldella nella collana diretta e illustrata da Lino di Lallo, "Quaderni di stretta brevità", intitolato Clelia o il Governo del Monaco (Roma nel secolo XIX). Romanzo storico politico di Giuseppe Garibaldi. Per l'editore Metilene di Pistoia ha curato il volume di Gino Patroni, Ed è subito pera e altri epigrammi, che nel 2024 ha inaugurato la collana di scritture anomale "Aritmie" diretta da Paolo Albani, facendo poi parte del comitato di lettura. Dal 2021 è docente di materie letterarie presso il Liceo "Parentucelli" di Sarzana, collabora con la casa editrice Loescher di Torino e con le pagine culturali della «Gazzetta di Parma».