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Questo mare calabrese

Questa pubblicazione della poesia di Rosalie Gallo y Sanches in tre lingue rappresenta il suggello di un’amicizia nata durante una cerimonia di premiazione del Concorso Poetico Internazionale Nosside presso il Museo Archeologico di Reggio Calabria, e irradia la luce limpida e spontanea che caratterizza questo concorso.

Non è un caso che la poesia sia stata insignita di una Menzione Speciale al Concorso Internazionale Nosside nel 2007, né che sia stata scelta dall’Ente del Turismo della Calabria per la promozione internazionale della regione. La voce di Rosalie unisce ciò che consideriamo esperienza personale a un profondo segno collettivo: definisce il mare non come geografia, ma come memoria; non come confine, ma come via che unisce generazioni.

Esistono poesie che somigliano a una memoria pulsante, a onde che ritornano per riscrivere il passato nel presente. Con la poesia Il mare della Calabria, Rosalie Gallo y Sanches riesce ad attingere al tempo ricordi remoti. Il suo sguardo, mentre sfiora il mare della Calabria, è lo sguardo di chi “ritorna” in una patria sconosciuta e tuttavia familiare; è lo sguardo di chi comprende che questo luogo è sempre esistito dentro di sé.

Il mare, i tetti di Messina, lo scirocco, gli alberi che aspettano ostinatamente il sole: tutto nella poesia acquista una densità diversa. Diventano testimoni di una genealogia, custodi di ciò che è andato perduto ma anche di ciò che si conserva nel tempo. Rosalie non descrive semplicemente un paesaggio: lo trasforma nello specchio della sua anima, in un luogo d’incontro di percorsi temporali che si sfiorano attraverso il suo sguardo.

Português

ESTE MAR CALABRÊS

Abrem-se sobre o mar calabrês meus olhos ancestrais

para conferirem a passagem do tempo.

Toca-me a pele o perfume salgado

e a pintura acinzentada da paisagem me faz bem.

Estou na pátria de duas generaciones

que faço retornar depois de um século.

Uma bandeira qualquer se agita no vento, insistindo na resistência.

O avião passa devagar.

De Messina saúdam-me os tetos das casas;

os barcos desfilam pelo Estreito;

as pombas voam, apesar do siroco.

As árvores, friorentas, guardam a vida

escondendo-na nos ramos secos

e esperando desde sempre o sol,

ainda medroso de inverno.

Os carros cantam canções de modernidade

e os tempos se encontram nas lágrimas do lungomar.

Cem anos antes outros olhos choraram

neste mesmo lugar onde agora choro eu.

O mar calabrês é o travesseiro de minha memória.

 

Italiano

QUESTO MARE CALABRESE

Si aprono sul mare calabrese i miei occhi antenati

per sentire e guardare il tempo.

Sento sulla pelle il profumo salato

e la pittura grigia del paesaggio mi fa sentire bene.

Sono nella patria di due generazioni

che faccio ritornare a congiungersi dopo un secolo.

Una qualsiasi bandiera strappata al vento insiste nel farsi fiera.

L’aereo va piano.

Da Messina mi salutano i tetti delle case;

le barche sfilano sullo Stretto;

le colombe volano nonostante lo scirocco.

Gli alberi, freddolosi, custodiscono la vita

e la nascondono nei rami secchi

aspettando da sempre il sole,

ancora timoroso, dell’inverno.

Le auto cantano canzoni di modernità

e i tempi danno appuntamento nelle lacrime del lungomare.

Cento anni prima altri occhi hanno pianto

in questo stesso posto dove ora piango io.

Il mare calabrese è il cuscino della mia memoria.

 

ΕΛΛΗΝΙΚΑ

Τα μάτια των προγόνων μου

ανοίγουν στο πέλαγος της Καλαβρίας
για να αισθανθούν και να ψηλαφίσουν τον χρόνο.

Το αλάτι του ανέμου χαϊδεύει το δέρμα μου,
ενώ η γκριζογάλανη ανάσα του τοπίου
με αγκαλιάζει σαν γνώριμη παρηγοριά.

Βρίσκομαι στην πατρίδα δύο γενεών,
που τις καλώ να ανταμώσουν ξανά έναν αιώνα μετά.
Οποιαδήποτε σημαία, όσο κι αν ο άνεμος την έχει κουρελιάσει, επιμένει να ορθώνεται περήφανη.

Ένα αεροπλάνο διασχίζει απαλά τον ουρανό.

Από τη Μεσσήνη με χαιρετούν οι στέγες των σπιτιών.
Τα πλοία κυλούν στο Στενό.
Τα περιστέρια επιμένουν στο πέταγμά τους, κόντρα στον σιρόκο.

Τα δέντρα, τρεμάμενα, διατηρούν τη ζωή.
Την κρύβουν στα ξερά τους κλαδιά,
καρτερώντας αέναα τον ήλιο
που φοβάται ακόμα τον χειμώνα.

Τα αυτοκίνητα σιγοτραγουδούν ρυθμούς του σήμερα
ενώ οι κύκλοι του χρόνου συναντούν τα δάκρυα στην παραλιακή λεωφόρο.

Πριν από εκατό χρόνια
άλλα μάτια έκλαψαν εδώ όπου τώρα κλαίω εγώ.

Το πέλαγος της Καλαβρίας είναι το μαξιλάρι της μνήμης μου.

Rosalie Gallo y Sanches nasce in Brasile, a Pindorama/SP, da genitori italiani emigrati, originari di Reggio Calabria. Le quattro sorelle maggiori, tutte insegnanti, le trasmisero fin dall’infanzia l’amore per la lettura e la scrittura, guidandola con dolcezza nei primi passi della parola.
È madre di una figlia unica – dono prezioso del suo compianto marito Ilario – e nonna di due nipoti, Luísa e Maria Paula, ricordi viventi dell’amato genero Paulo Henrique, anch’egli scomparso. Riveste il ruolo di Segretaria per il Brasile del Concorso Internazionale di Poesia Nosside. È Presidente Onoraria e attuale Direttrice Culturale dell’Accademia di Lettere e Cultura di Rio Preto, e collabora stabilmente con il Museo dell’Immigrazione dello Stato di San Paolo nella realizzazione di iniziative culturali. Ha pubblicato numerosi volumi e molte sue poesie sono state incluse in raccolte e antologie, alcune delle quali da lei curate con particolare dedizione. La sua opera poetica ha ricevuto diversi riconoscimenti, sia nazionali sia internazionali. Tra questi, porta con particolare orgoglio il premio Loba Romana, conferitole dall’Assemblea Legislativa dello Stato di San Paolo: un tributo che considera tra i più significativi del suo percorso creativo e umano.

 

L'autore

Giorgia Karvunaki
Giorgia Karvunaki è nata in Grecia, a Creta, a Canea. Ha studiato in Italia Lingua e cultura italiana per stranieri, Scienze Politiche - Indirizzo Internazionale, Insegnamento dell'italiano come LS, Sceneggiatura e in Grecia Traduzione  - Traduttologia. È membro associato e National Convener per la Grecia dal 2007 della Commissione internazionale per la storia delle istituzioni rappresentative e parlamentari (ICHRPI), Rappresentante accreditata del Nosside, Premio Internazionale di Poesia (Unesco) e Membro dell'International Theatre Institute (ITI). Vive ad Atene dove lavora come insegnate, traduttrice, promotrice culturale e ricercatrice storica. Le sue traduzioni, le sue interviste e i suoi articoli, sono stati pubblicati in riviste cartacee ed elettroniche in Grecia, in Italia e in Romania. Le sue traduzioni di opere teatrali sono state messe in scena in Grecia e in Italia. Nel 2018 è stata premiata dall'Istituto Italiano di cultura di Atene con il ‘Premio Luigi Pirandello’.