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Novità su Prospero Podiani

Non so quanti conoscano Prospero Podiani (ca. 1535-1615). Si tratta di uno dei più importanti bibliofili, bibliomani che donò il suo immenso patrimonio librario al Comune di Perugia. Egli visse a Perugia in una modesta dimora sulle scalette del Carmine.

Grazie alla donazione del suo fondo librario, nasce nel 1582 la biblioteca pubblica, una delle più antiche e prestigiose d’Europa, proprietà di un ente laico (ossia del Comune di Perugia): essa viene denominata “Augusta” in relazione all’epiteto con cui la città veniva identificata e ricordata nella scritta rubricata che spicca alla sommità dell’Arco Etrusco.

Podiani non è solo il fondatore di una biblioteca, ma ha anche creato un modello di cittadinanza culturale, dove il sapere diventa bene comune. È un’idea consonante col modo orgogliosamente identitario di raccontare Perugia: la città come comunità che custodisce e condivide memoria. Podiani si distinse per livello culturale, iscrivendosi alla locale Accademia degli Insensati con il nome di Turbato, dove fu anche in rapporto con molti altri eruditi, come lo storico Pompeo Pellini. Egli amava raccogliere ogni genere di libri, tra cui anche quelli proibiti, ovvero quelli messi all’Indice dalla Chiesa. Egli riteneva infatti che “Un libro proibito è un libro che bisogna leggere meglio e con più attenzione”. Un altro suo motto suona: “I libri preziosi sono quelli che si leggono, non quelli che si chiudono a chiave”.

Egli aveva messo insieme questo patrimonio librario, assillando librai e commercianti, e sollecitando la ricerca di copie rare. Era un collezionista inesausto e non esitò a compiere viaggi, anche nel mondo bizantino, per raccogliere manoscritti, specialmente greci, insieme a incunaboli e aldine. Si dice che la moglie contrastasse questa sua passione, che lo avrebbe addirittura portato alla rovina.

Della Biblioteca Augusta – tra crisi e ripensamenti – diviene bibliotecario stipendiato a vita. Allestisce la struttura in alcuni ambienti adiacenti al Palazzo dei Priori, appositamente strutturati e fatti decorare. Si dice che, alla sua morte, il patrimonio librario ammontasse a circa 10.000 volumi. Oggi il Fondo Antico è nella Sala Conestabile di Palazzo Conestabile, abitato un tempo dalla “Napoleona”, Maria Bonaparte Valentini, figlia di Luciano Bonaparte, fratello minore di Napoleone.

In una sua opera rimasta manoscritta, il De Bibliothecis disponendis et informandis, ancora oggi conservata presso la Biblioteca Augusta (ms. I 104, c. 10r-v), Podiani esalta la nobiltà dell’atto di allestire una biblioteca e propone originali criteri di selezione delle opere e degli autori, nonché di classificazione sistematica.

Detto fra noi. Sono personalmente debitore all’Augusta di un’accoglienza (caldo, luce, libri a disposizione) ai tempi in cui vivevo in una casa della curia, priva di spazi adeguati. La ricordo in Palazzo dei Priori e in Sala Podiani (appunto!). Mi sono laureato con una tesi sugli scolii (note marginali) apposti su un codice contenente la Triade bizantina (Prometeo, Sette a Tebe, Persiani) di Eschilo nella redazione del grammatico bizantino Johannes Tzetzes (studiato/edito da Karl Wilhelm Dindorf). L’ho consultato per mesi, sotto la guida del grecista Aristide Colonna e l’attenta custodia del bibliotecario Mario Roncetti (che mi forniva guanti di cotone e carta segnalibro). Nel frontespizio interno del manoscritto stava la frase proprietaria PROSPERI PODIANI et amicorum (di P.P. e dei suoi amici).

Proprio per tali ragioni, mi fa piacere comunicare questa mia scoperta, effettuata casualmente, recandomi al cinema multisala PosMod, ubicato poco sopra. Al civico Via del Carmine 12, sopra la chiesa del Carmelo di via Imbriani, lungo le scalette di collegamento via Imbriani/piazzetta del Duca: sull’architrave in pietra serena, sta la scritta PROSPER PODIANUS, sfogliata e appena leggibile. Occorrerebbe ripulire la pietra e ripassare la scritta in nero. Omaggio quanto meno dovuto all’illustre concittadino, e del quale dovrebbe farsi carico il Comune di Perugia.

Il Comune di Perugia ha intestato a Prospero Podiani una strada in adiacenza a Palazzo Della Penna, luogo deputato a mostre ed eventi culturali molto seguiti.

Un tempo la piazzetta era chiamata Voltata delle Carrozze. L’antico nome di Voltata delle Carrozze (riportato in epigrafe) è legato invece al fatto che i nobili e borghesi, che disponevano di carrozze di lusso, si esibivano lungo corso Cavour (antica via Papale), e in zona Palazzo Della Penna, sotto la Rocca Paolina, per mettere in mostra i loro averi. Insomma, facevano il giro dell’edificio per “voltare” in direzione del Frontone. Le “vasche” di un tempo. Perugini fanatici, s’intende!

sandroallegrini@libero.it

 

 

L'autore

Sandro Allegrini
SANDRO ALLEGRINI ha pubblicato studi di filologia classica e storia, arte e letteratura sulla produzione di autori locali e nazionali. Ha creato e dirige collane di biografie (“Umbri”), di dialetto “I grandi classici in perugino” (Dante, Michelangelo), di poesia (“Officina del Dialetto”), narrativa, critica e saggistica (“Lanterne”, Orient Express). Ha pubblicato oltre 80 volumi di storia locale e lingua perugina, editor di testi di prosa e poesia, autore di documentari sui rioni di Perugia (Futura Edizioni). Membro della Deputazione di Storia Patria per l’Umbria, Accademico d’onore dell’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia, iscritto all’Ordine nazionale dei Giornalisti, è fondatore e coordinatore dell’Accademia del Dónca. Tra le sue ultime pubblicazioni “Mia zia Maria Callas. Dietro le quinte” (2024) con Angelo Meneghini e “La Costituzione Italiana m perugino” (Morlacchi editore, 2025), col magistrato Beatrice Meniconi. Ne Il Giornale dell’Umbria.com scrive sotto il brand di Inviato Cittadino, cura le sezioni Accademia del Dónca e la rubrica Palcoscenico