La lezione poetica di Vittorio Sereni è stata ed è assai cara a Francesco Paolo Memmo, che al poeta luinese aveva dedicato un ampio studio critico (Vittorio Sereni, Mursia, 1973), cogliendo pregi e sensi di una poesia che si è affermata nel tempo tra le più alte del nostro Novecento. È questo legame, antico e profondo, a riaffiorare nell’opera Explicit (Il Labirinto Poesia, Roma 2026), che accompagna una stagione poetica assai ricca e intensa, rinnovata, dopo un lungo silenzio, nella raccolta Linea di basso ostinato. Le poesie 1971-1997 (Il Labirinto, 2023). Frutti tardivi i versi di questa nuova opera, come suggerisce la dedica a Maria Jatosti, ma anche aperti alla conoscenza di sé, «invecchiato voyeur», che ormai sfida la vita «con calma» (Lentamente). Eppure lo sguardo è ancora fermo su immagini vive del passato e del presente, e lampi di realtà, barlumi al modo sereniano, rivelano momenti d’esistenza che non si vogliono perdere e che rendono ancora preziosa la vita, pur con qualche innegabile ironia: « Ma tanto più m’appassiono /a quello che succede che vedo che mi fanno vedere/ che mi nascondono che so che mi nascondono /che conosco che non mi fanno conoscere/ che ancora non conosco/tanto più non ne capisco il senso e se valga la pena/spenderci quello che ogni giorno ci spendo» (Se ne valga la pena). Si leggano Passeggiata domenicale o Il ragazzo al bar o La Standa, liriche nelle quali l’evocazione si coniuga con la tenerezza dell’infanzia e la malinconia del transito del tempo.
È il tempo a farsi motivo conduttore dei versi, un tempo che richiama affetti, luoghi, incontri e vicende vissute, che ritornano e si riaccendono, uguali e diversi per sottrazione di particolari, come nella bellissima lirica Il giorno della marmotta e nei versi dedicati alla madre e al padre de La cognizione del dolore, Il consólo e Sogno n. 3. Anche questo tema, che fa affiorare presenze familiari, che non sono più, riecheggia Sereni, ma ancor più risuonano e ci commuovono del poeta di Frontiera gli echi dalla poesia di Stella variabile, di Quei tuoi pensieri di calamità, dei versi autunnali di Posto di lavoro, delle drammatiche Paura prima e Paura seconda e del congedo di Altro compleanno. Ecco infatti incipit negativi «Nessuna scusa» (Passeggiata domenicale) o «Niente da fare» (Sul raccordo anulare) o «Non parlarmi/ Non parlare di me» (Soliloquio) introdurre motivi d’assenza e di impedimento nell’uso di parole vere – «morte vita, diamante, / tempo, ritmo, corpo, mutamento-», parole che racchiudono il senso della vita attiva, mentre in Explicit, di «tutti / i rumori del mondo e le sue fiamme» restano solo frammenti, «resti» dei quali accontentarsi «nel tempo che rimane». Ma ancora appare saldo il valore della memoria, che, fissando, tra intricati pensieri, «turbati filamenti» di realtà, salva (La memoria si accende), come consola e salva, malgrado i dubbi e le negazioni del poeta, la «risorgenza» della poesia (Sulla poesia che rinasce).
L'autore
- Gabriella Palli Baroni laureata in Lettere Classiche a Pavia, allieva di Lanfranco Caretti, perfezionata a Chicago e a San Diego sul pensiero scientifico rinascimentale e su Machiavelli, vive a Roma. Scrittrice e saggista, è studiosa di letteratura dell’800 e del 900 ed è critica di letteratura contemporanea. Collaboratrice di «Strumenti Critici», «L’Illuminista», «Il Ponte» e di altre riviste italiane e straniere, si è dedicata in particolare ad Attilio Bertolucci, del quale ha curato il Meridiano Mondadori Opere, le prose Ho rubato due versi a Baudelaire, gli scritti sul cinema e sull’arte, e a Vittorio Sereni, del quale ha curato i carteggi con Bertolucci (Una lunga amicizia. Lettere 1938-1983, Garzanti 1993) e con Ungaretti Un filo d’acqua per dissetarsi. Lettere 1949-1969, Archinto, 2013). Ha inoltre pubblicato l’antologia Dagli Scapigliati ai Crepuscolari (Istituto Poligrafico dello Stato 2000) e Tavolozza di Emilio Praga (Nuova SI, 2008). È autrice di saggi sulla poesia di Amelia Rosselli e ha collaborato al Meridiano L’opera poetica, uscito nel 2012 e al numero monografico XV, 2-2013 di «Moderna» (Serra, 2015). Nel 2020 ha pubblicato di Attilio e Ninetta Bertolucci, Il nostro desiderio di diventare rondini. Poesie e lettere (Garzanti).
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