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Dialetto e italiano nel primo Eduardo De Filippo: una scelta ideologica

Nella fase iniziale della sua produzione teatrale De Filippo considerava il dialetto come espressione di autenticità e immediatezza comunicativa, mentre riteneva l’italiano una lingua più artificiale e distante dalla realtà quotidiana. Col tempo, però, riuscì a mettere insieme elementi dialettali e aspetti della lingua nazionale facendoli convivere in armonia e forgiando un linguaggio più scenico… Continua a leggere Dialetto e italiano nel primo Eduardo De Filippo: una scelta ideologica

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La questione della lingua nel teatro di Eduardo De Filippo

Sulla scia dell’opera del padre Eduardo Scarpetta, De Filippo contribuì in maniera decisiva alla rinascita della commedia dialettale napoletana. Rispetto al modello paterno, tuttavia, compì un’evoluzione significativa: elaborò una nuova forma di lingua scenica, fondata sulla fusione tra napoletano e italiano, in grado di conservare l’identità culturale originaria ma, al tempo stesso, di risultare accessibile… Continua a leggere La questione della lingua nel teatro di Eduardo De Filippo

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Roma, i giornali, le parole: ArPeR.Archivio dei periodici romaneschi

Per studiare la storia di una lingua non basta leggere i libri che sono entrati nel canone. Talvolta bisogna cercarla in materiali assai meno solenni: nei fogli che si vendevano per strada, nelle cronache cittadine, nelle satire politiche, nelle poesie d’occasione, nei dialoghi e negli articoli dei periodici destinati, almeno in origine, a durare lo… Continua a leggere Roma, i giornali, le parole: ArPeR.Archivio dei periodici romaneschi

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Il dialetto è un fiore che non muore

Il numero 3686 di «Topolino» contiene la storia iniziale tradotta in quattro dialetti o lingue minoritarie (campobassano, friulano, perugino, potentino): è una serie di quattro “traduzioni” (anche se sarebbe forse più opportuno chiamarle “versioni”) che si aggiungono alle numerose già realizzate per le altre regioni italiane. Che proprio «Topolino», ossia uno strumento che nel corso… Continua a leggere Il dialetto è un fiore che non muore

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Koscinìzo fonè – Setaccio voci. Dialogo con Leo Luceri

Con Koscinìzo fonè – Setaccio voci, Leo Luceri costruisce una raccolta che si muove lungo le frontiere linguistiche e culturali del Mediterraneo, trasformando la poesia in uno spazio di attraversamento, ascolto e custodia della memoria. Il titolo stesso — “setaccio voci” — evoca un gesto lento e necessario: filtrare, trattenere, salvare ciò che rischia di… Continua a leggere Koscinìzo fonè – Setaccio voci. Dialogo con Leo Luceri