In un intervento apparso il 19 luglio del 1974 su «Il Messaggero», Pier Paolo Pasolini, per celebrare il sesto centenario della morte di Francesco Petrarca (19 luglio 1374), rifletteva sulla lingua italiana. Partiva da considerazioni più generali, sulla “modernità” di Petrarca, sul suo essere narcisista (proprio «in senso clinico», precisava); sulla sua straordinaria «capacità di… Continua a leggere Lingua italiana, due padri (e un “padrino”): Dante, Petrarca e Manzoni
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Dal maestro all’allievo. Petrarca e Boccaccio
Sabato 10 maggio alle ore 10.30, presso il Salone della Biblioteca quattrocentesca dell’Archivio di Stato di Perugia, si inaugura la mostra Dal maestro all’allievo. Petrarca e Boccaccio. Sulla scia della precedente mostra Dante a Porta Sole. Dai manoscritti a Dante pop, in occasione del VII centenario della morte del Sommo Poeta, la Biblioteca Augusta e… Continua a leggere Dal maestro all’allievo. Petrarca e Boccaccio
Un nuovo Livio di Petrarca: il manoscritto Arch. S. Pietro C. 132 della Biblioteca Apostolica Vaticana
Nel capitolo intitolato a Tito Livio dei Rerum memorandarum libri (1, 18, 2-3), composti dall’estate del 1343 fino all’inizio del 1345, Petrarca lamentava che solo un’esilissima parte dei 142 libri degli Ab urbe condita era giunta alla sua epoca e rammentava come si fosse messo sulle tracce della seconda decade sollecitato da re Roberto d’Angiò:… Continua a leggere Un nuovo Livio di Petrarca: il manoscritto Arch. S. Pietro C. 132 della Biblioteca Apostolica Vaticana
Onore ai vinti: Arthur Pakscher
Come è noto, il “ritrovamento” nel 1886 dell’originale dei Rerum vulgarium fragmenta, ms. Vaticano latino 3195 della Biblioteca Apostolica Vaticana, divenne subito oggetto di polemica da parte dei due contendenti: il francese Pierre de Nolhac e il tedesco Arthur Pakscher. Dopo svariati mesi di botta e risposta apparse in diverse sedi, quali il quotidiano romano… Continua a leggere Onore ai vinti: Arthur Pakscher
Un nuovo libro di Petrarca: il manoscritto di dedica del ‘De vita solitaria’ (Madrid, Biblioteca Nacional de España, 9633)
Il riconoscimento del codice di dedica porta con sé conseguenze di ordine filologico che avranno ricadute sul testo del "De vita solitaria"
