Verso lontani orizzonti. L’itinerario poetico di Imperia Tognacci è un prezioso saggio di Marina Caracciolo – saggista, autrice di varie opere, traduttrice dal tedesco e dal francese – che si rivolge a chi ama la poesia di Imperia Tognacci, a chi desidera avvicinarsene, a studiosi, critici o anche soltanto a lettrici e lettori appassionati.
Questo piacevolissimo saggio critico ci accompagna nella scoperta o riscoperta del percorso poetico della scrittrice romagnola: lo fa in uno stile scorrevole, sempre chiaro, esaustivo, colto e mai pedante che, argutamente, evita le parole ampollose o tecnicamente criptiche che spesso si usano parlando di poesia, rendendola in tal modo ostica.
Nulla di tutto ciò qui, dove lo stile limpido e coinvolgente ricorda quello dei libri d’arte di Stendhal. Caracciolo va alla sostanza dell’opera di Imperia Tognacci, trovando quei fils rouges intrecciati e ricorrenti nella bella e intensa opera di lei, autrice finora di ben undici raccolte di versi.
Il libro è corredato da una bio-bibliografia e da varie note, il tutto accuratissimo tanto che potrebbe rivelarsi assai utile agli studenti universitari che volessero scrivere una tesi sull’opera della scrittrice. Imperia Tognacci non è, come sappiamo, soltanto una poetessa ma anche una romanziera e una saggista che ha scritto numerose opere, un’ex insegnante che ha avuto numerosi premi e prestigiosi riconoscimenti.
Il primo tema che Marina Caracciolo individua nella sua poetica è la rievocazione del borgo natìo di Imperia, ossia San Mauro Pascoli, vicino Rimini, come è noto il luogo dove nel 1855 nacque Giovanni Pascoli e dove è situato il suo museo. Luogo essenziale per la poesia, poiché quest’uomo dalla vita alquanto travagliata e assai sensibile, segnata da slanci umanitari, ha influenzato gran parte della lirica italiana tra la fine dell’Ottocento e il Novecento.
A San Mauro Pascoli si affianca Zollara, un piccolo paese dove Imperia ha trascorso parte della sua gioventù. In alcune sue opere poetiche questo mondo riemerge in un’intima e sincera rievocazione: una società contadina che sarebbe stata poi frantumata dal boom economico degli anni ’60 per poi dissolversi del tutto nella omologazione degli anni ’90 (che era stata prevista, con singolare anticipo, da un altro poeta assai amante del mondo contadino: Pier Paolo Pasolini).
Rievocando la sua infanzia e gioventù nel borgo di Zollara, la poetessa quindi, in versi di grande sensibilità fa proustianamente rivivere un mondo ormai perduto nella realtà ma non certo nella sua memoria.
Altri elementi ricorrenti che Marina Caracciolo rileva sono l’ammirazione verso Pascoli, fratello spirituale di Imperia Tognacci, si potrebbe dire, al quale ella ha dedicato una raccolta lirica e ben tre saggi; inoltre la sincera fede cristiana della poetessa, mai gridata o superficiale, che si rivela in questa silloge incentrata in uno dei momenti cruciali della vicenda umana di Cristo come l’orto del Getsemani – a cui anche Thomas Mann aveva dedicato numerose pagine ne “La montagna incantata” – e in un’altra raccolta poetica che narra di un viaggio in Terra Santa; a ciò si lega pure l’amore autentico per la Natura, maestra di vita, come quella Storia di ciceroniana memoria.
Vi sono anche poesie quasi metafisiche di Imperia Tognacci, che ci parlano del lago e del tempo – luoghi singolari e misteriosi – con raffinatissimi richiami a miti Greci. Emerge infine su tutti il tema del viaggio, che geograficamente giunge fino al Mar Rosso, ma al tempo stesso si rivela essere un viaggio d’anima.
Questi sono naturalmente solo accenni, poiché il saggio di Marina Caracciolo, di quasi 100 pagine, contiene molti altri spunti ed acute osservazioni che non potranno non appassionare coloro che amano veramente la poesia.
L'autore
- Lavinia Capogna è una scrittrice, poeta e regista. È figlia del regista Sergio Capogna e di Giuliana Scappino, produttrice cinematografica. Ha pubblicato finora otto libri: "Un navigante senza bussola e senza stelle" (poesie); "Pensieri cristallini" (poesie); "La nostalgia delle 6 del mattino" (poesie); "In questi giorni UFO volano sul New Jersey" (poesie), "Storie fatte di niente", (racconti), che è stato tradotto e pubblicato anche in Francia con il titolo “Histoires pour rien” ; il romanzo "Il giovane senza nome" e il saggio "Pagine sparse – Studi letterari" e "Poesie 1982 - 2025". Ha scritto 200 articoli su temi letterari e cinematografici e fatto traduzioni dal francese, inglese e tedesco. Ha studiato sceneggiatura con Ugo Pirro e scritto tre sceneggiature cinematografiche e realizzato come regista il film "La lampada di Wood" che ha partecipato al premio David di Donatello, il mediometraggio "Ciao, Francesca" e alcuni documentari tra Londra e Zurigo. Collabora con le riviste letterarie Insula Europea, Il Randagio e un paio website. Da circa vent’anni ha una malattia che le ha procurato invalidità.
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