Gli antichi Greci chiamavano il sud dell’Italia Magna Grecia ed essa fu anche rifugio della grande poeta Saffo, di cui ci rimangono splendidi frammenti. Dalla Magna Grecia ci giungono oggi le voci di molte artiste ed artisti.
Francesca Rita Rombolà, una di queste, merita sicuramente maggiore attenzione e le sue opere dovrebbero avere più visibilità e diffusione. Poco più che ventenne Rombolà ha esordito nel romanzo con “Ultimi giorni di novembre” e poi altri a cui sono seguiti, nel 2011, i racconti “Stralci di guerra nel XXI secolo” e alcune sillogi poetiche come “Echi lontani” (2017) e “Lesbos” nel 2019. Rombolà ha collaborato con note riviste letterarie, partecipato a laboratori e riviste, tra le quali quella francese di teatro “Cassandre Horschamp” occupandosi, in particolare, del drammaturgo Antonin Artaud. Ha fondato, insieme al giornalista Mario Vallone, un blog letterario molto seguito www.poesiaeletteratura.it
La sua piccola ma incisiva raccolta di poesie “Lesbos”, di cui l’autrice ha dedicato le royalties nel 2019 all’Associazione Differenza Donna, merita di essere letta perché rivela un timbro poetico originale, maturo, con immagini di grande impatto emotivo, che sembrano celare un dolore ma al tempo una speranza: quella di una complicità femminile intrecciata come i fili tessuti dalle donne, vestite di nero, accomodate sulle sedie nei vicoli dei paesi dove il sole batte forte sulle antiche mura. Ascoltiamola:
L’assenzio delle lacrime
Frammenti di un amore finito
o mai vissuto,
sulla cenere del cuore
il purpureo velluto
di un anturium ancora fresco
che non copre
l’assenzio delle lacrime.
Ma anche:
Cuore di donna
A chi affidi la tua gioia?
Al vento ai fiori.
A chi la tua felicità?
Alla luna dei tropici.
A chi confidi il tuo segreto?
ad un’arcaica pagina bianca
e ad una penna relitto di tempi remoti.
È possibile ancora.
A chi riveli la tua sofferenza?
Alla pioggia e ad un cuore di donna.
A chi racconti il tuo dolore?
Ad un cuore di donna
e di nuovo al suo cuore.
Poesie che raccontano aspettative, scoperte, delusioni, un lutto, amore, pervase, a volte, di una raffinata sensualità, di una sete di giustizia e di umanità e sono proprio questi elementi a fare di questa raccolta, come delle altre opere di Francesca Rita Rombolà, un testo da scoprire o riscoprire.
L'autore
- Lavinia Capogna è una scrittrice, poeta e regista. È figlia del regista Sergio Capogna e di Giuliana Scappino, produttrice cinematografica. Ha pubblicato finora otto libri: "Un navigante senza bussola e senza stelle" (poesie); "Pensieri cristallini" (poesie); "La nostalgia delle 6 del mattino" (poesie); "In questi giorni UFO volano sul New Jersey" (poesie), "Storie fatte di niente", (racconti), che è stato tradotto e pubblicato anche in Francia con il titolo “Histoires pour rien” ; il romanzo "Il giovane senza nome" e il saggio "Pagine sparse – Studi letterari" e "Poesie 1982 - 2025". Ha scritto 200 articoli su temi letterari e cinematografici e fatto traduzioni dal francese, inglese e tedesco. Ha studiato sceneggiatura con Ugo Pirro e scritto tre sceneggiature cinematografiche e realizzato come regista il film "La lampada di Wood" che ha partecipato al premio David di Donatello, il mediometraggio "Ciao, Francesca" e alcuni documentari tra Londra e Zurigo. Collabora con le riviste letterarie Insula Europea, Il Randagio e un paio website. Da circa vent’anni ha una malattia che le ha procurato invalidità.
Ultimi articoli
In primo piano27 Settembre 2026Stefan Zweig, un gentleman viennese
In primo piano16 Settembre 2026Qualcosa su Virginia Woolf
In primo piano12 Settembre 2026Erich Maria Remarque e il suo capolavoro: “Niente di nuovo sul fronte occidentale”
In primo piano5 Settembre 2026John Keats, “Oh, se potessi vivere una vita fatta di sensazioni piuttosto che di pensieri!”
