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Dimitris Tsatsoulis, il pensiero che accompagna la scena

Ci sono incontri che avvengono attraverso uno schermo e trovano, nel tempo, un posto nella nostra esperienza. La distanza ne determina la forma, mentre la parola apre uno spazio comune. La notizia della scomparsa di Dimitris Tsatsoulis mi riporta a uno di questi incontri, negli anni della pandemia, quando il teatro cercava di mantenere vivo il rapporto con il proprio pubblico e con il pensiero.

Ebbi l’opportunità di conoscerlo attraverso il ciclo di seminari online organizzato dall’Unione greca dei critici di teatro e delle arti performative, dedicato alla critica teatrale e alle sfide del XXI secolo. Il titolo greco, «Η Θεατρική Κριτική και οι προ(σ)κλήσεις του 21ου αιώνα: Επαναπροσεγγίζοντας Αρχές και Μεθόδους», conteneva un significativo gioco fra inviti e sfide: un richiamo a ripensare i principi e i metodi con cui ci accostiamo alla scena. Avviato nel febbraio 2022, il percorso riuniva studiosi e critici intorno alle trasformazioni del teatro contemporaneo. Tsatsoulis figurava tra i docenti.

Oggi quel contesto acquista, per me, un valore particolare. In un periodo segnato dalla separazione, partecipare a un’esperienza di formazione teatrale significava continuare a cercare una relazione: con gli altri, con le opere, con le domande che la scena pone anche quando la sua presenza fisica diventa difficile. Il mio incontro con Tsatsoulis appartiene a questa ricerca condivisa.

Professore emerito di Semiotica del teatro e Teoria della performance presso il Dipartimento di Studi teatrali dell’Università di Patrasso, Tsatsoulis aveva sviluppato un percorso nel quale l’indagine scientifica si intrecciava con l’esercizio della critica. La sua formazione, maturata fra Atene e Parigi, attraversava discipline diverse, dalla filologia alle scienze sociali, offrendo strumenti per interrogare il teatro nella complessità dei suoi linguaggi.

Accostarsi alla scena attraverso la semiotica significa prestare attenzione a come il senso prende forma. Una parola cambia nel rapporto con il gesto; un corpo modifica lo spazio che attraversa; un’immagine entra in tensione con ciò che viene pronunciato. Anche il silenzio partecipa a questa costruzione. Il lavoro dello studioso comincia nell’attenzione a tali relazioni, nella disponibilità a osservare ciò che una rappresentazione rende possibile.

I suoi libri permettono di seguire questo percorso. In Ιψενικά διακείμενα στη δραματουργία του Ιάκωβου Καμπανέλλη [Intertesti ibseniani nella drammaturgia di Iakovos Kambanellis] (Metaichmio, 2004) affrontava il dialogo fra scritture teatrali. Con Σημεία γραφής – Κώδικες σκηνής στο σύγχρονο ελληνικό θέατρο [Segni di scrittura – Codici della scena nel teatro greco contemporaneo] (Nefeli, 2007), portava l’attenzione sul rapporto fra testo e rappresentazione. A questi studi si affiancano Η θεωρία των πιθανών κόσμων και η δραματουργία της Λούλας Αναγνωστάκη [La teoria dei mondi possibili e la drammaturgia di Loula Anagnostaki] (Sokoli, 2019) e Μεσαιωνική Φάρσα – Ρακίνας – Καστελλούτσι. Κείμενα για το Ευρωπαϊκό Θέατρο και την πρόσληψή του [Farsa medievale – Racine – Castellucci. Scritti sul teatro europeo e sulla sua ricezione] (Papazisis, 2019).

La relazione fra arti visive e scena emerge in Διάλογος εικόνων: Φωτογραφία και σουρρεαλιστική αισθητική στη σκηνική γραφή της Societas Raffaello Sanzio (Papazisis, 2012), [Dialogo delle immagini], dedicato alla fotografia e all’estetica surrealista nella scrittura scenica della Socìetas Raffaello Sanzio. Un altro versante della ricerca riguarda il Paradigma egemonico occidentale e teatro interculturale Δυτικό ηγεμονικό “παράδειγμα” και διαπολιτισμικό θέατρο: Για την πρόσληψη του αρχαιελληνικού δράματος στην ελληνική και μη δυτική σκηνή (Papazisis, 2017), sulla ricezione del dramma greco antico nelle scene greche e non occidentali.

Nel 2024 ha pubblicato, presso la casa editrice 24 Grammata, Θεόδωρος Τερζόπουλος: Ο σκηνοθέτης στο μεταίχμιο. Ανιχνεύοντας το υπερπολιτισμικό θέατρο, [Theodoros Terzopoulos: il regista sulla soglia. Esplorando il teatro transculturale]. Il volume approfondisce il lavoro del regista attraverso il rapporto fra culture, la dimensione politica della scena e le possibilità della comunicazione oltre la parola articolata.

Considerati insieme, questi percorsi suggeriscono una ricerca che torna continuamente alla relazione: fra un autore e le scritture che lo precedono, fra l’immagine e il corpo, fra una tradizione e le forme che assume incontrando un’altra cultura. Il teatro diventa il luogo concreto nel quale tali rapporti possono essere osservati, interrogati, nuovamente compresi.

Ripenso, da questa prospettiva, anche al significato della trasmissione. Un seminario mette in circolazione strumenti di lettura che ciascuno porterà poi altrove, davanti a un altro spettacolo, nella scrittura di una pagina, nel confronto con un’esperienza inattesa. Il sapere continua attraverso questi passaggi, spesso discreti, difficili da misurare.

Il mio ricordo di Dimitris Tsatsoulis nasce da un incontro circoscritto, al quale desidero restare fedele. Averlo conosciuto attraverso quel percorso mi permette oggi di unire al riconoscimento del suo lavoro una gratitudine personale. Per l’occasione di ascoltarlo, per uno spazio di formazione condiviso, per la possibilità di avvicinare una ricerca che ha accompagnato il teatro greco contemporaneo.

La sua scomparsa invita a tornare alle pagine che lascia e alle domande che le attraversano. Ricordare uno studioso significa anche riprendere il dialogo con il suo lavoro, metterlo alla prova nell’esperienza del presente. È in questo movimento, fra lettura, memoria e nuovo incontro con la scena, che il pensiero può continuare a raggiungerci.

 

L'autore

Giorgia Karvunaki
Giorgia Karvunaki è nata in Grecia, a Creta, a Canea. Ha studiato in Italia Lingua e cultura italiana per stranieri, Scienze Politiche - Indirizzo Internazionale, Insegnamento dell'italiano come LS, Sceneggiatura e in Grecia Traduzione  - Traduttologia. È membro associato e National Convener per la Grecia dal 2007 della Commissione internazionale per la storia delle istituzioni rappresentative e parlamentari (ICHRPI), Rappresentante accreditata del Nosside, Premio Internazionale di Poesia (Unesco) e Membro dell'International Theatre Institute (ITI). Vive ad Atene dove lavora come insegnate, traduttrice, promotrice culturale e ricercatrice storica. Le sue traduzioni, le sue interviste e i suoi articoli, sono stati pubblicati in riviste cartacee ed elettroniche in Grecia, in Italia e in Romania. Le sue traduzioni di opere teatrali sono state messe in scena in Grecia e in Italia. Nel 2018 è stata premiata dall'Istituto Italiano di cultura di Atene con il ‘Premio Luigi Pirandello’.