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Alla scoperta della poesia palestinese

Mosab Abu Toha è un grande poeta, narratore, saggista e bibliotecario palestinese. L’ho conosciuto nel settembre del 2024 durante il X Festival Internazionale di Poesia, organizzato dal Circolo dei Poeti di Atene. La sua prima raccolta di poesie, pluripremiata, Things You May Find Hidden in My Ear; Poems from Gaza (City Lights, 2022), è stata pubblicata in greco all’inizio del 2025 nella traduzione di Christos Angelakopoulos dalla casa editrice (de)kata.

Le poesie che presento sono tratte dalla sua raccolta più recente, Forest of Noise [Foresta di rumori] (New York: Alfred A. Knopf, 2024). La prima pubblicazione in greco è uscita sulla rivista https://stigmalogou.gr/metafrasi nella traduzione di Christina Linardaki.

 

Foresta di rumori

Un’auto scivola sulla nostra strada asfaltata,
come un ferro da stiro che scivola su un asse.
Ma nella nostra città, le strade non sono mai dritte.
Buchi delle bombe ovunque,
come nidi di corvi in una foresta di rumori.

 

Questo sono io!

Una città le cui strade sono fuggite,
una casa senza finestre,
una pioggia senza nuvole,
un nuotatore nel deserto,
una camicia con i bottoni strappati,
un libro con pagine sciolte,
una luna senza luce e un’erba senza colore,
un sorriso sdentato e una risata soffocata,
un disegno scuro su tela nera.
Capisci cosa intendo?
Sono un tavolo senza gambe,
un ristorante rumoroso senza clienti.
Scrivo con una penna senza inchiostro.
Scrivo il mio nome nell’aria.
Quando lo dico ad alta voce, non esce nessuna voce.

Guardo attorno e vedo molto,
ma non vedo nessuno.

 

Cosa deve fare un abitante di Gaza durante un raid aereo israeliano

Spegnere le luci in tutte le stanze / sedersi nel corridoio interno della casa / lontano dalle finestre / lontano dalla stufa / smettere di pensare che voleva preparare un tè nero / tenere accanto a sé una bottiglia d’acqua / abbastanza grande da tranquillizzarlo / la paura dei bambini / prendere uno zainetto dell’asilo e metterci dentro le cose / minuscoli giocattoli e tutto il denaro disponibile / e i documenti / e le foto dei nonni, zie o zii defunti / e l’invito di nozze dei nonni che è stato conservato per anni / e se sei contadino, qualche seme di fragola / in una tasca / e un po’ di terra / dal vaso del balcone nell’altra / e aggrapparsi / al numero che c’era / sulla torta / dell’ultimo compleanno.

 

Cosa fa una madre di Gaza durante un raid aereo notturno israeliano

Riunisce tutti i suoi figli attorno
al proprio letto, come chi raccoglie e impacchetta
libri e vestiti prima di lasciare l’albergo.
Conta le orecchie, le bocche, i nasi dei suoi figli e poi
li guarda negli occhi. E, lo giuro, sorride.
Canta una ninna nanna per seppellire nel suolo il suono delle bombe
per far svanire il ronzio dei droni dietro le nuvole.

Abbraccia ogni figlio, è ancora qui,
e ogni bomba e,
se sa che una bomba farà lampeggiare il cielo e la stanza,
copre gli occhi dei suoi bambini e
chiede a voce alta:
Cosa vedi quando hai gli occhi chiusi?
sperando che la voce tremante riesca a nascondere
il fragore assordante della bomba.

 

 

 

 

L'autore

Giorgia Karvunaki
Giorgia Karvunaki è nata in Grecia, a Creta, a Canea. Ha studiato in Italia Lingua e cultura italiana per stranieri, Scienze Politiche - Indirizzo Internazionale, Insegnamento dell'italiano come LS, Sceneggiatura e in Grecia Traduzione  - Traduttologia. È membro associato e National Convener per la Grecia dal 2007 della Commissione internazionale per la storia delle istituzioni rappresentative e parlamentari (ICHRPI), Rappresentante accreditata del Nosside, Premio Internazionale di Poesia (Unesco) e Membro dell'International Theatre Institute (ITI). Vive ad Atene dove lavora come insegnate, traduttrice, promotrice culturale e ricercatrice storica. Le sue traduzioni, le sue interviste e i suoi articoli, sono stati pubblicati in riviste cartacee ed elettroniche in Grecia, in Italia e in Romania. Le sue traduzioni di opere teatrali sono state messe in scena in Grecia e in Italia. Nel 2018 è stata premiata dall'Istituto Italiano di cultura di Atene con il ‘Premio Luigi Pirandello’.