“Memoria | Oblio” di Dimitris Dimitriadis, al teatro Nazionale di Genova, nell’ambito della XXII edizione del Festival dell’Eccellenza al Femminile.
“Il mio corpo. È tutta la storia. Guerre. Epoche. Sconvolgimenti. Non ho bisogno di ricordare. Poiché ho un corpo, dimentico”.
Il corpo attraversa la storia e ne custodisce le tracce. Anche quando la coscienza dimentica, qualcosa permane nei gesti, nelle ferite, nel desiderio, nel modo di abitare il tempo. Nelle parole di Dimitris Dimitriadis, il rapporto fra memoria e oblio apre un’interrogazione sull’esistenza: che cosa rimane di ciò che abbiamo vissuto? Quanto del passato continua ad agire nel presente? E quale possibilità di vita si dischiude attraverso ciò che riusciamo a lasciare andare?
Drammaturgo, poeta, narratore e traduttore, Dimitriadis è una delle voci più radicali della letteratura greca contemporanea. Nato a Salonicco nel 1944, studia teatro e cinema all’INSAS di Bruxelles. Durante gli anni della formazione scrive direttamente in francese il suo primo testo teatrale, Il prezzo della rivolta al mercato nero, che Patrice Chéreau porta in scena ad Aubervilliers nel 1968. Il suo percorso si sviluppa fin dall’inizio nell’incontro fra lingue e tradizioni, all’interno di una dimensione europea che accompagna l’intera opera.
Nel 1978 pubblica Muoio come un paese, testo nel quale il disfacimento di una comunità investe il corpo e la possibilità stessa del futuro. Alla scrittura teatrale affianca la poesia, la prosa e un’intensa attività di traduzione: fra gli autori da lui tradotti figurano Shakespeare, Genet, Beckett, Duras, Blanchot e Bataille, insieme a Eschilo ed Euripide. Questa pluralità di esperienze restituisce il profilo di uno scrittore che attraversa i generi, mettendo continuamente alla prova le possibilità della lingua.
La sua drammaturgia può essere letta come un’indagine sulle forze che espongono l’essere umano ai propri limiti: il desiderio, l’amore, la distruzione, l’impossibilità di coincidere pienamente con sé stessi. Anche il rapporto con l’eredità greca diviene un terreno di interrogazione. Il mito viene riaperto, attraversato nelle sue contraddizioni, restituito all’inquietudine del presente. L’ampio omaggio dedicatogli dall’Odéon-Théâtre de l’Europe nella stagione 2009-2010, attraverso spettacoli, letture, incontri e un progetto di traduzione, testimonia la risonanza europea di questa ricerca.
In tale orizzonte si colloca Memoria | Oblio, costruito sui testi Mneme e Lethe, con la regia di Aliki Stenou. Lo spettacolo è stato presentato nel foyer del Teatro Comunale del Pireo dal 28 novembre 2025 all’11 gennaio 2026. Segna una nuova tappa del confronto della regista e attrice con Dimitriadis, dopo l’allestimento di Muoio come un paese, presentato ad Atene e a Salonicco nel 2022-2023.
Attraverso parola, movimento e musica dal vivo, affidata al violoncello e alle percussioni, Memoria | Oblio esplora la relazione dell’essere umano con il tempo e con i confini della propria esistenza. La scena diviene uno spazio di passaggio nel quale ricordare e dimenticare si contrastano e convivono, illuminando il rapporto con l’amore, il potere, la fede, la guerra, la vita e la morte.
Il binomio del titolo contiene una tensione che attraversa ogni esperienza umana. La memoria rende possibile una continuità: permette di riconoscersi, di dare un nome alle assenze, di tornare a ciò che ci ha formati. Ma porta con sé anche il peso della ripetizione, il ritorno di quanto non si lascia pacificare. L’oblio introduce una frattura in questa continuità. Può cancellare riferimenti e appartenenze; può anche aprire una distanza dal dolore, rendere nuovamente abitabile il presente. Le due forze partecipano così allo stesso movimento della vita, che trattiene e trasforma, conserva e perde.
Nella presentazione dello spettacolo, questa relazione assume una forma precisa: da una parte, il ricordo torna incessantemente alle esperienze vissute, fino a riconoscere nell’amore ciò che ancora merita di essere custodito; dall’altra, l’oblio apre un paesaggio privo di nomi e coordinate temporali, nel quale il corpo continua a portare la storia. Il paradosso del frammento iniziale acquista allora una particolare forza: il corpo può essere inteso come una memoria che precede il racconto cosciente, una persistenza dell’esperienza oltre la nostra capacità di ricostruirla.
La ricerca scenica di Stenou dà consistenza a questa soglia attraverso la relazione fra voce, gesto e suono. Movimento e immobilità, risonanza e silenzio diventano possibilità attraverso cui interrogare il tempo. La musica partecipa alla costruzione di tale esperienza, facendo avvertire la durata, l’attesa, l’interruzione. Il pensiero incontra così la presenza concreta degli interpreti e il tempo condiviso con gli spettatori.
Il percorso verso l’Italia è passato dall’Istituto Italiano di Cultura di Atene, che ha dedicato all’opera un incontro il 15 ottobre 2026, alle ore 19.00. Aliki Stenou e l’attore e traduttore Dimitris Papavasileiou hanno presentato i testi di Dimitriadis e il processo della loro trasposizione teatrale, con letture dal vivo e una discussione aperta al pubblico. La traduzione è emersa come parte del lavoro creativo: un’esperienza di ascolto attraverso cui la parola cerca un nuovo ritmo e una nuova presenza in un’altra lingua.
Il 23 ottobre, alle ore 20.30, Memoria | Oblio sarà presentato alla Sala Mercato del Teatro Nazionale di Genova, nell’ambito della XXII edizione del Festival dell’Eccellenza al Femminile. Stenou firma regia, coreografia e spazio scenico ed è fra gli interpreti, insieme a Dimitrios Papavasilìu, autore della traduzione italiana, Chara Greka al violoncello e Nikos Touliatos alle percussioni.
Diretto da Consuelo Barilari, il festival si svolge dal 15 ottobre al 2 dicembre 2026 intorno al tema Acqua. Trilogia delle origini. La sua importanza risiede nella continuità con cui offre visibilità e occasioni di confronto alla creazione femminile, mettendo in relazione artiste affermate e nuove generazioni. Spettacoli e incontri pubblici compongono un percorso nel quale la ricerca teatrale si accompagna alla trasmissione delle esperienze e alla riflessione sull’autodeterminazione delle donne.
La presenza di Memoria | Oblio in questo contesto mette in dialogo la scrittura di Dimitriadis con lo sguardo di una giovane regista greca e con un pubblico diverso. Dalla Grecia a Genova, attraverso lingue e luoghi, il corpo torna a farsi portatore di una domanda che riguarda ciascuno: come vivere con ciò che rimane, con ciò che scompare, con ciò che continua a cercare una voce?
L'autore
- Giorgia Karvunaki è nata in Grecia, a Creta, a Canea. Ha studiato in Italia Lingua e cultura italiana per stranieri, Scienze Politiche - Indirizzo Internazionale, Insegnamento dell'italiano come LS, Sceneggiatura e in Grecia Traduzione - Traduttologia. È membro associato e National Convener per la Grecia dal 2007 della Commissione internazionale per la storia delle istituzioni rappresentative e parlamentari (ICHRPI), Rappresentante accreditata del Nosside, Premio Internazionale di Poesia (Unesco) e Membro dell'International Theatre Institute (ITI). Vive ad Atene dove lavora come insegnate, traduttrice, promotrice culturale e ricercatrice storica. Le sue traduzioni, le sue interviste e i suoi articoli, sono stati pubblicati in riviste cartacee ed elettroniche in Grecia, in Italia e in Romania. Le sue traduzioni di opere teatrali sono state messe in scena in Grecia e in Italia. Nel 2018 è stata premiata dall'Istituto Italiano di cultura di Atene con il ‘Premio Luigi Pirandello’.
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