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Ontologia della soglia nella poesia di Valerio Mello

‘Incontro i morti sui margini dentati delle foglie’. Questo verso iniziale di Hypsas di Valerio Mello non costituisce soltanto un’immagine inaugurale, ma definisce il dispositivo ontologico dell’intera raccolta: la poesia come luogo di incontro, e più precisamente come soglia in cui la distinzione tra viventi e morti perde la propria stabilità fenomenologica. In questo senso,… Continua a leggere Ontologia della soglia nella poesia di Valerio Mello

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La notte come archivio della memoria

Ci sono libri che non appartengono soltanto al momento della loro prima pubblicazione, ma continuano a operare nel tempo come dispositivi di origine. I tacchi neri di Ghiorgos Chronàs, usciti per la prima volta nel 1979 e oggi riproposti in una significativa riedizione, costituiscono uno di questi casi esemplari. Non siamo semplicemente di fronte a… Continua a leggere La notte come archivio della memoria

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La lingua greca come arcipelago della memoria

Il 9 febbraio, data che da quest’anno è stata ufficialmente riconosciuta come Giornata Mondiale della Lingua Greca, con una risoluzione della 43ª Assemblea Generale dell’UNESCO, sostenuta con particolare convinzione anche dall’Australia, in riconoscimento della vitale presenza della diaspora ellenica agli Antipodi, assume un valore che oltrepassa la dimensione commemorativa per iscriversi pienamente in una prospettiva… Continua a leggere La lingua greca come arcipelago della memoria

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Eleni Glykatzi Ahrweiler. La memoria di Bisanzio e la coscienza dell’Europa

Con la scomparsa di Eleni Glykatzi Ahrweiler, l’Europa perde non soltanto una delle più grandi bizantiniste del nostro tempo, ma una delle sue coscienze più profonde. Vi sono figure che appartengono alla storia per ciò che hanno studiato, e figure che vi appartengono per ciò che hanno incarnato. Ahrweiler appartiene a entrambe. Nata a Smirne… Continua a leggere Eleni Glykatzi Ahrweiler. La memoria di Bisanzio e la coscienza dell’Europa

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Tra eros, memoria e scrittura

Esistono raccolte poetiche che funzionano come semplici istantanee di una stagione e opere che si impongono come organismi complessi, dotati di una propria coerenza interna e di una propria temporalità. Corpus amoris (2004–2025) di Yiannis Efthymiadis appartiene senza esitazioni alla seconda categoria: non è una mera antologia di poesie d’amore, ma un corpo unitario, un… Continua a leggere Tra eros, memoria e scrittura